di Giacomo Ioannisci



yesterday_was_dramatic_today_is_okIo, i Múm e un buon caffè caldo: sarebbe davvero bello, non credete? Almeno così potrei chiedere loro cosa sentono di così drammatico nel passato e cosa di così buono nel presente, anche perché mi pare che sia tutto ribaltato seguendo i fatti storici. In effetti, però, l’OK dei Múm risale al 2000, ormai il passato. Si scrive Múm, ma si pronuncia /mu:m/: sono quattro ragazzi (due sono gemelle) della periferia di Reykjavik e propongono un’elettronica melanconica, quasi una ninna nanna, fatta di suoni analogici e digitali, strumenti vintage, tastiere giocattolo e attrezzi da lavoro. Non dicono nulla in particolare. Amici dei Sigur Rós e dei Kings of Convenience, questi giovani islandesi con il loro disco d’esordio del 2000, Yesterday was dramatic. Today is OK, si sono affacciati a testa alta nella scena indi europea. L’album è elegante, accattivante, di un’elettronica minimalista realizzata con il campionamento dell’ambiente circostante e rumori bizzarri come il tintinnio delle posate o le mitragliette giocattolo. Sembrano pernacchie elettroniche e, anche se privi di reali significati, le musiche dei Múm sono la riproduzione metaforica di tanti sentimenti e stati d’animo. Notevoli Smell Memory e Awake on a Train. Non fate come il sottoscritto, non aspettate una visita a Berlino per scoprirli e rimanerne affascinati…