Cosa significa Woundhead?

Woundhead è gioco di parole che abbiamo scelto per cercare di sintetizzare la dinamica che vogliamo rappresentare in questo progetto.
Woundhead è l’unione del participio wounded (ferito) e head (testa). I Woundheads sono delle persone che sviluppano ferite particolari in seguito a insulti subiti: immaginate come possa essere un mondo dove la violenza psicologica e l’offesa possano lasciare segni tangibili sul volto delle vittime.

Cosa ti ha spinto a collaborare al progetto e qual è il tuo ruolo?
Principalmente mi occupo della fotografia e della parte tecnica. Sicuramente il tema originale mi ha coinvolto parecchio. Questa premessa lascia uno spazio di manovra veramente vasto: si possono toccare i più diversi temi della società umana applicandoci questo piccolo dettaglio dalle implicazioni gigantesche. Oltretutto voglio anche citare la regista Monia De Lauretis per le sue qualità tecniche e produttive che mi hanno ulteriormente spronato verso la collaborazione.

Attraverso quali canali state raccogliendo i fondi per la produzione? Che ne pensi dei classici meccanismi di produzione?

Ci stiamo muovendo in più direzioni da questo punto di vista. Da un lato stiamo raccogliendo fondi tramite Kickstarter e Produzioni dal basso: due siti che si occupano di raccogliere fondi tramite la rete, il primo su scala mondiale, il secondo più specifico per il nostro paese.

Cos’è e perché è così importante per te la “lore”?

La Lore è l’universo in cui la storia che vuoi narrare prende luogo. Un esempio lampante: Il Signore Degli Anelli è la storia narrata, la quale si svolge nell’universo narrativo della terra di mezzo: con i suoi miti, eroi e leggende.
Nella produzione di una storia una lore solida ti permette svolte e colpi di scena credibili senza dover usare espedienti narrativi per mandare la narrazione dove vuoi tu. Anche il semplice fatto di tenere alcune informazioni chiave il più possibile nella lore permette manovre narrative epocali: basti pensare a film come 
Fight ClubSeven o il Sesto senso per capire quanto questo espediente possa rivelarsi vincente

Che messaggio intendete comunicare?

Noi vogliamo estremizzare il concetto della violenza verbale sia per immaginare dove il mondo potrebbe spingersi se gli insulti lasciassero ferite visibili, ma anche per cercare di far riflettere sul modo di rivolgersi agli altri. Non voglio banalizzare il concetto dicendo che le parole feriscono come i pugni ma credo che il mondo moderno necessiti di qualche riflessione in merito.

E nella società italiana contemporanea quali sono gli abusi verbali che ravvedi?

Nello specifico credo che i temi principali più in voga siano gli insulti verso le donne, quasi sempre di natura sessuale. La cosa interessante è che, a differenza di altri temi, questo è l’unico davvero politicamente trasversale: potete leggere tranquillamente gli stessi insulti sessisti sulla bacheca social di una donna di destra o di sinistra; a dimostrazione del fatto che quando si tratta di insultare le donne sono tutti in accordo a sfruttare il presunto usufrutto dei loro genitali.
A parte il tema specifico credo che il vero problema sia proprio la diffamazione on-line: a volte non riesco a capacitarmi di commenti violenti e odiosi fatti da utenti che sulle loro home sono tutti selfie, gattini e tramonti.
Ecco, questa è la cosa che mi spaventa di più: l’odio e la violenza verbale esagerata di chi si descrive e rappresenta come pacifico e moderato. 

Quali sono le difficoltà e quali i vantaggi di girare in Italia? Che significa fare Cinema in italia?

Non posso fare paragoni con altre parti ma credo si possa dire che girare in Italia sia una sorta di gioia e dolore uniti.
Gioia per la nostra storia cinematografica: che non è solo i film passati e le abilità tecniche dei grandi ma è anche conoscere i tecnici che hanno lavorato nel grande cinema italiano degli anni passati. Hai la possibilità di sentire storie inedite dei grandi personaggi del cinema, non scorderò mai le risate fatte ascoltando un capo-elettricista che raccontava alcune scene esilaranti sul set di Sordi o altri.
Poi sono dolori perché se vuoi girare un corto per i fatti tuoi devi trovare un sacco di soldi senza guadagnarci nulla e rischiando di rimetterci di tuo.
Gioie per le magnifiche location che il bel paese ci offre, Dolori perché a volte devi smuovere le montagne per avere il permesso di girare una scena semplicissima.
Potrei continuare per ore e non riuscire a dire se sono più le gioie o i dolori, quindi forse ne vale davvero la pena.

Per aiutarci a finanziare il progetto cliccate sul seguente link:

https://www.produzionidalbasso.com/project/woundhead/

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