di Marco Sigismondi


impressionen73rk3Ogni religione ha il suo luogo di culto, Gerusalemme per l’Ebraismo e il Cattolicesimo, La Mecca per l’Islam, Lhasa per il Buddismo; l‘Heavy Metal ha il suo tempio a Wacken.
Una cittadina tedesca di poche migliaia di anime, a 70 chilometri da Amburgo, che ospita per tre giorni all’anno (tra fine luglio e inizio agosto), l’open air più importante al mondo. Provate pure per le strade, quando vedete un capellone con la maglietta dei Mayhem o dei Cannibal Corpse, a fermarlo con il gesto che accomuna tutti al culto del metallo, l’indice e il mignolo alzati sul pugno chiuso a formare le corna, e pronunciate queste sei magiche lettere: Wacken.
Vedrete sul suo viso l’affiorare di ricordi (o sogni) che parlano di guide notturne e soste in autogrill, orde di ragazzi in nero che bevono birra e “scapocciano” di giorno o di notte, canti ubriachi ed estasiati, luci nella notte, musica metallica e poi lui, il ruggito della folla, l’urlo della fede, il tuono del verbo del metallo.
Per questo 2008, l’impeccabile organizzazione tedesca (in questo caso la nazionalità degli organizzatori è una garanzia) ha messo a disposizione quattro palchi su cui si sono alternati i migliori nomi internazionali, in un variare di generi che vede convivere il Death old school dei Carcass e il blasfemo Black metal dei Gorgoroth, il classico Heavy metal degli Iron Maiden e il Thrash teutonico dei Kreator, il Progressive Death degli Opeth e le epiche atmosfere irlandesi dei Primordial.
Sintomatico il fatto che sia stato dichiarato il sold out già il 13 marzo.
Ma il piacere musicale spesso cede il posto al piacere dell’atmosfera, stimolato dall’organizzazione che mette a disposizione: 25 aree di campeggio ordinate in strade e viali nominati con familiari nomi tipo “Metallica Avenue” o “Cannibal Corpse Street”; campo da calcio; bagni e docce dove i “Duschen Ist Kein Heavy Metal” (traduzione: farsi la doccia non è metal) intrattengono i metalheads; un palco con karaoke dove si possono cantare i successi più famosi, dotati di una chitarra gonfiabile per l’air guitar; stand di gadgets, cibarie e soprattutto il Beergarden, di cui una spiegazione non basterebbe a rendere l’idea. Se tutto questo ancora non bastasse, l’organizzazione ha messo a disposizione, fino ad esaurimento scorte, una borsa di sopravvivenza detta “Full Metal Bag” contenente: un sacchetto per l’immondizia, una penna, una cartolina, un poncho e naturalmente un preservativo. Ora capirete il perché di quello sguardo sognante e se guarderete attentamente, noterete molti altri come lui, che sognano ad occhi aperti il tempio dell’Heavy Metal.