di Lorenzo Agosti

Viaggio di Lavoro - Lorenzo Agosti

Sento il vento accarezzarmi il volto sino a stordirmi.
Stranamente non percepisco quel classico gonfiore ai piedi gravati dal peso del corpo, e le tempie non pulsano gonfie di sangue.
Un emozione mista a paura si fa spazio divampando come un incendio.

Ho freddo…
Non indosso i pantaloni e nemmeno una maglia, ora capisco … sono nudo!
Sotto di me il nulla, sopra di me un altrettanto nulla, cromaticamente più intenso certo ma pur sempre nulla, destra e sinistra faccio fatica a distinguerle.
Sto volando!
E lo sto facendo a gran velocità libero da impedimenti, capace di sfidare le più elementari leggi della fisica … sono felice, sento di essere per la prima volta padrone del mio corpo!
E’ fantastico!
L’improvviso cambio di pressione mi fa fischiare le orecchie … ho la mente completamente vuota.
Aspetta! … Non sto volando, sto precipitando!

E’un incubo!
Troppo assurdo perché sia la realtà.
Tutto quello che devo fare è aspettare di svegliarmi martellato dal fastidioso suono della mia sveglia.
Quanto la odio … prima o poi la prendo e la cestino con tanto di batterie ancora inserite.
Son talmente innervosito da sentire il sapore salato del sangue in bocca.
Qualcosa di caldo e viscoso si fa strada tra i capelli, la reazione è nervosa, mi tocco,  immediatamente intuisco … sono ferito sulla nuca e gran parte della fronte è colorata di rosso.

Voglio che finisca, non mi sto divertendo … è strano come tutto appaia cosi vero e tangibile, ma al tempo stesso fuori da ogni logica.
Anche se terrorizzato mi affascina … è demoralizzante, in una situazione simile persevero ad essere un controsenso vivente.
– Cosa voi George ? – mi chiedeva, – Ordina tu per me, non ho poi tanta fame – rispondevo, gia sapendo che qualsiasi cosa avrebbe scelto non sarebbe mai stata di mio gradimento a priori.
– Manchi di convinzioni – era solito ripetermi qualcuno a cui probabilmente ero affezionato, anche se l’ho sempre ignorato, un po’ per orgoglio, un po’ per pigrizia.
Rinnovarsi, correggendosi cosi da  migliorarsi non è semplice … e quando riesci a trovare le forze per farlo risulta essere immancabilmente troppo tardi.
Devo ammettere, questo percorso mentale si sta rivelando utile, adesso ricordo il mio nome e una parte del mio orribile carattere … davvero una magra consolazione, quasi quasi preferivo rimanere lo sconosciuto nudo e ferito di pochi attimi fa.
Tutto ciò che devo fare ora è..OUCH ! Che diavolo è stato ?
Cristo santo, ho sbattuto contro un uccello, il rumore delle sue ossa che si sbriciolano contro il mio tallone destro è raccapricciante, non sento dolore, ma il cuore mi batte talmente forte da non seguire più un ritmo sincopato.
Sto piroettando come una trottola impazzita.
Lo stomaco mi si rivolta nel vedere le piume bianche incollate dal sangue sulla mia fronte.
Ho capito, sono morto e questa è la punizione per tutte le colpe commesse … se solo ne rammentassi una … sarei più comprensivo verso questa follia allucinante.
Se devo presentarmi davanti al padre eterno, lo voglio fare dignitosamente, in barba alla paura e a quello che io penso di me stesso … ripudio il mio passato, qualunque esso sia, e da ora in avanti voglio essere una persona diversa, forse non migliore, ma sicuramente diversa.
Lo grido a pieni polmoni cosi che cielo e terra siano testimoni della nascita di:
Johnatan, uomo libero a cui piace il caffè e il liquore alla menta, per moda corrente senza  particolari tendenze politiche e forte sostenitore del concetto di riuscire a plasmare il corso della propria vita con la sola forza di volontà, perchè “volere è potere” e nessuno mai potrà negarlo, ne ora, ne mai!

Sono patetico, come questo tentativo di tirarmi su il morale.
Mi sa che ho esagerato nel sottolineare il liquore alla menta … nemmeno credo di averlo mai assaggiato.
Godiamoci il paesaggio, non c’è nulla di meglio da fare … pur sapendo di dovermi schiantare orribilmente al suolo, inizio ad annoiarmi.
E’ strano come l’essere umano si adatti cosi facilmente  … è una maledizione incapacitante non riuscire a provare prolungate emozioni, si diviene apatici e impassibile verso qualsiasi cosa, dalla più meravigliosa, alla più atroce … sto precipitando e non me ne frega un accidenti di nulla, esattamente come la mia personalità, pur non sopportandola, ci convivo, nutrendo sempre più questa frustrazione interiore che intorpidisce i sensi e la mente, lasciandomi in totale indifferenza al cospetto di questo indesiderato me stesso.
Scopro di avere ancora l’orologio grazie alla nevrotica abitudine di guardarmi il polso quando sono annoiato … segna pochi minuti prima delle sette … ma allora sto ancora dormendo!
Difficilmente mi sveglio prima delle otto.
Su Gorge alzati dal letto cosi questo delirio ha una fine !
Avanti…
Dai …
Nulla … quanto sono stupidamente pigro !
Se non fosse di trovarmi a metri e metri da terra, giurerei di aver appena addocchiato qualcun altro nelle mie stesse condizioni.
Si tratta di una donna … sbraccia in silenzio, probabilmente deve essersi resa conto di cosa le sta accadendo … quasi provo pena per lei dimenticandomi di me e della mia autocommiserazione.
E’ ufficiale sono un mostro perverso … dentro la mia testa balenano impulsi sessuali, stento a crederci.
Sbraccio freneticamente anche io, mosso da questi primitivi istinti, voglio avvicinarmi a lei, ce la sto facendo, mi manca davvero poco; piange tenendo gli occhi ermeticamente chiusi dalla paura, i pugni sono stretti al petto e il viso è contratto in una smorfia di terrore.
Non è fisicamente attraente, ma il contesto fa si da renderla una visione celestiale, oserei dire quasi paradisiaca, o più semplicemente è la divisa da hostess di volo a renderla molto sexy ai miei occhi.
Di botto cala l’oscurità, buio, non c’è più nulla intorno a me.
Tutto diventa silenzioso, il fischio alle orecchie è passato e il dolore alle tempie se ne è andato, percepisco solo un insopportabile sensazione di umido e appiccicoso.
Devo essermi svegliato … un vero peccato, alla fine non mi sarebbe dispiaciuto riuscire finalmente a cambiare quella parte di me che proprio non digerisco, ma di cui al tempo stesso non riesco a farne a meno in quanto mi compone e completa nella totalità.
Certo sarei morto da li a poco … ma mi sarei sentito realizzato e felice, indipendentemente dal nessuno tempo a disposizione per godermi quel benessere.
Almeno adesso potrò bermi un caffè … quello veramente mi piace … non come il liquore alla mente.
Strano che la sveglia non abbia ancora suonato e tutto continui ad essere buio…