Perché scrivi?
Iniziò come un esigenza. Scrivevo canzoni sul genere punk e già lì era tossicodipendenza. Ho provato a smettere più volte, ma come diceva Bukowski la scrittura continua finché non muore in te o tu non muori. La scrittura è qualcosa di tuo, come un figlio. La scrittura rende materiale la propria capacità di sognare.

Quali sono le patologie del nostro secolo?
Dipende. Di quale secolo parli? Dal 1900 in avanti la patologia più grave da cui il mondo è affetto è l’uomo: l’umanità non ha mai imparato a convivere con la natura e con se stessa.

Quanto contano le donne nella tua vita? E nella scrittura?
In una donna ci vedo un opera d’arte. Un ritratto normalmente non è un bel quadro se non coglie qualcosa di particolare. La donna è un opera d’arte quando la sua bellezza viene amplificata da qualcosa che sta facendo: una camminata, un sorriso stupito, l’abnegazione nel proprio lavoro. Tutto questo si trasferisce nella mia arte; all’origine di tutte le volte che scrivo c’è sempre una donna, nel senso di musa ispiratrice. Mi piace pensare che sto raccontando storie alle donne come chi prende una chitarra vicino al falò estivo e canta Vasco Rossi.

Qual’è il senso della vita?
Ci hanno già provato i Monty Phyton e il risultato è stato un capolavoro cinematografico. Il senso della vita è viverla bene: essere sempre contenti di viverla.
Anche la tristezza può essere vissuta bene a volte. Come quando la tipa ti molla e per quanto sei arrabbiato sai che le emozioni che ti ha lasciato quella particolare storia valgono anche solo per l’associazione fra un ricordo e il verso di una canzone.

Che cos’è la morte?
La morte è il tasto off. Si spegne tutto in tutti i sensi. Nel senso evolutivo l’uomo moderno ha vissuto migliaia di anni in un istante: sono arrivato qui e tutto il resto era stato già vissuto. Morirò e tutto continuerà. La stessa cosa avviene dal punto di vista sociale, quando si muore a livello interiore non ci si accorge più delle emozioni che ci passano vicino. La morte rende bella la vita perchè è in contraddizione. Senza la morte si potrebbe sprecare il tempo senza remore.