di Luca Torzolini


Terrorism!Mauro John Capece espone la situazione italiana del terzo millennio con la chiarezza di un aforisma.
Marco Epucea (provocatoriamente l’anagramma dell’autore), il protagonista del romanzo, è “uno di noi”, un uomo come tanti: 800 euro al mese per morire di fame e sigarette e alcol, psicofarmaci dell’occidente. Le sue riflessioni fanno da sfondo agli avvenimenti narrati. Esse scaturiscono da un’osservazione disincantata delle ingiustizie sociali, perpetrate nell’Italia: I tribunali nel caos; i servizi sociali scadenti; lo strapotere delle multinazionali; le case farmaceutiche che speculano sulla ricerca; l’economia in crisi; la tv spazzatura; etc…
I tratti con cui viene abilmente costruito il personaggio trasmettono fallimento, depressione e crisi. Il vuoto della civiltà occidentale viene trasmesso come un coma nero, un fluttuare nel buio senza riuscire a pensare o a percepire niente. Sogni, aspettative e illusioni si sciolgono in una vasca di acido solforico mentre il killer osserva soddisfatto: la realtà non ammette meritocrazia. Lo stato non esiste più, esistono solo i soldi.
Raymond Carver, Michel Houellebecq, Bret Easton Ellis, si amalgamano in un raschio forte e deciso contro l’Italia contemporanea, un panorama contraddistinto da rutti moralisti e sesso virtuale. Una pollock action printing decisamente calcolata costruisce il degradante scenario politico del bipolarismo senza via d’uscita.
L’Italia è un paese dell’est Europeo: vizio, gioco, alcol, feccia e puttane.
Epucea ha trent’anni, è single, usa internet per chattare e lavora in un centro commerciale. Sta attraversando un periodo duro e non riesce a reagire. Il suo unico amico è Ottavio, un programmatore di videogames che non esce mai di casa. La depressione lo catapulta in uno stile di vita sterile, tenebroso. L’incontro con Pamela (sessuale e intellettuale) migliora momentaneamente il suo equilibrio emozionale e lo coinvolge nel volontariato in un associazione per handicappati, la Down’s Worksgroup. Ma il tedio e la crisi sono sempre dietro l’angolo…
Uno stile secco, diretto, teso alla comunicazione oggettiva e maniacale del suo pensiero. Pensiero sintomo di rabbia e rinnovamento, una bestia oscura che lo divora.
Paratassi, poesia e dialogo si alternano in un saliscendi che delinea l’anima di Marco : due gemelli siamesi, Nichilismo e Sensibilità Sociale. I dialoghi trasmettono la vacuità e la difficoltà del relazionarsi, le poesie squarciano la sobrietà della paratassi. L’esposizione del concept di Terrorism! è un originale stratagemma per viaggiare nella violenza della storia italiana dagli anni ‘70 ad oggi.
Tra di voi, tra voi si nasconde il terrorista; tra voi che vi state appestando in una chiesa, tra voi che nei bar boccheggiate affogando nella noia, tra voi che sul divano rigurgitate sangue mentale di fronte a reality e talk show.
Adesso basta con la perestroica: è l’ora di TERRORISM!