di Luca Torzolini

1940. Mani. Di Joanne.
Vecchie e affusolate. Mani che accarezzavano con forza placida un collo quasi trasparente. Un’ergonomica coordinazione oculo-manuale le permetteva una produzione limitata di rumori.
La stanza era quasi buia. Il separé ospedaliero non la separava dalla sua coscienza. Fu la prima tra le innumerevoli volte che il bambino riuscì a respirare prima di finire nell’acqua. Fu il dottore a chiudere il cordone ombelicale stavolta. Era un compito che di solito spettava a lei.
Il collo taurino le ricordava per associazione antitetica il pollo arrosto che la madre riportava dal mercato, quando era poco più che bambina. Carne flaccida e ossa burrose. La madre doveva comperarlo, anche se in famiglia non c’erano molti soldi. Ogni sabato il padre accarezzava Joanne come fanno i bambini precoci con le gonne delle bambole di pezza. La madre doveva comperarlo. Joanne finì per odiare il pollo.
Il collo. Del padre. Si spezzò malamente. Così.
– Come sta il bambino? – disse l’infermiera nuova facendo carta bianca dei pensieri di Joanne. Il suo camice era troppo sbottonato, lei ancora nubile. Non poteva certo capire. Non aveva ancora avuto bambini, lei.
– È nato morto – disse Joanne, con la faccia impietrita in una smorfia indecifrabile, la faccia insegnata dalle stelle ai poveri quando hanno la certezza che quel giorno non sarà possibile mangiare.

– Oh mio Dio! Oh Dio! – singhiozzò la giovane tirocinante con le lacrime affacciate su questo mondo di merda. Le lacrime caddero, la merda rimase. Divenne più salata. Joanne aveva versato le sue nei 24 anni di vita dedicati alle strazianti cure verso il figlio.
Il dottore annunciò la notizia alla madre che lo aveva partorito. Fu il rumore secco della ghigliottina per il fratello di Robespierre. Scoppiò in un pianto immortale che uccise tutto quel che aveva dentro.
Joanne sentì la disperazione della donna, sapeva che in qualche modo la vita avrebbe di nuovo giocato con lei. Era solo un bisticcio. Momentaneo.
Il corpo fu seppellito, insieme al suo cromosoma in più.

1/800 dei figli partoriti nasce down, la maggior parte dei genitori finge per tutta la vita che sia una benedizione del cielo. La Natura elaborò variabili che mantenessero l’equilibrio, l’uomo inventò i sentimenti per combattere la superiorità della Natura. L’uomo perde. Sempre. Joanne sapeva che prima o poi le sarebbe toccato fare i conti con Dio, ma Dio non immaginava quanta gente c’era in fila per massacrarlo.
Qualcuno lo venne a sapere e s’ingegnò nella consacrazione di frasi moraliste; altri la crocifissero per il potere che si era conferita. Questa storia le rende il perdono: è la confessione ad un giudice che non ha paura di schierarsi.

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