di Stefano Tassoni


La rappresentazione caricaturale del critico che conosce a menadito l’intera bibliografia riguardante un determinato autore, ma non legge (o perlomeno non rilegge, o non legge compiutamente) i testi del suddetto, ha la sua prima attuazione nella figura del mediocre docente. Nulla di più lontano dal celebre artista francese… Personaggio di culto per la futura generazione sovvertiva francese (ma non solo) degli anni ’60 – ’70, Boris Vian muore la mattina del 23 giugno 1959 (lo stesso anno in cui Piero Ciampi lascia Parigi per la sua Livorno) a causa di un colpo apoplettico susseguente le prime scene del film tratto dal suo controverso romanzo “Sputerò sulle vostre tombe”, durante cui, pare, sia esploso in preda all’ira: “E questi dovrebbero essere americani?? Col cazzo!!!”. La storia di questo romanzo è la storia di uno scandalo. Nell’estate del 1946 l’editore D’Halluin era a caccia di un romanzo americano, considerato il successo ottenuto all’epoca dagli autori d’oltreoceano. Vian propose di scrivergli in quindici giorni, e meglio di un americano, un libro scabroso dalle tinte davvero forti. Nacque così Vernon Sullivan, scrittore nero censurato in America a causa del razzismo, e nacque Lee Anderson, nero dalla pelle bianca, che vuol vendicarsi per l’assassinio del fratello e quindi stringe amicizia con una cerchia “bene” di bianchi, con il progetto di sedurre le splendide e inavvicinabili sorelle Asquith… Il plot si sviluppa sui tratti salienti della “gioventù bruciata”: automobili a folle velocità, brividi dell’avventura, alcol, violenza, sesso, per poi raggiungere una crudezza esemplarmente riassunta dal titolo. Ma Vian non fu solo questo.