di Marco Sigismondi

Soltanto un genio visionario poteva comporre un’opera simile. Non è possibile rappresentare in musica le sensazioni provate guardando una mostra di quadri che descrive le sensazioni del pittore. Tuttavia, Modest Musorgskij, è riuscito nell’impresa in modo magistrale. La struttura dell’opera è semplice quanto geniale: i quadri vivono, Via Crucis inframmezzata da “Promenade” (dal francese “passeggiate”) che illustrano il passaggio da un quadro all’altro variando sullo stesso tema. Un’opera vera! Reale in ogni nota, nella forza raffigurante il Bydlo, l’antico carro per trasporti polacco; nella nitidezza descrittiva di Samuel Goldenberg e Schmuyle, dove un ebreo ricco ed arrogante ascolta la supplica di un ebreo povero; nell’oscura Gnomus e nella  struggente Il vecchio castello. L’opera si chiude con un colosso: Il grande cancello di Kiev, dove la grandiosità di tutta una storia prende piede fino alle ultime battute dove arriva la perla. Stesso giro di accordi, ma la seconda volta, una nota, una sola singola nota, entra ad allargare il tutto conferendogli una maestosa imponenza. Questa per me è genialità, descrivere immagini in musica con perfezione emotiva assoluta; cambiare una sola nota in una battuta per rendere tanto indimenticabile un’opera da renderla finalmente viva! Non vi consiglio di ascoltare quest’opera per me, o per Musorgskij stesso, ma per voi, perché non farlo, sarebbe come morire senza aver mai volto lo sguardo a guardare il cielo.