di Giorgia Tribuiani


Poema a FumettiOrfeo e Euridice, ancora. Ma il mito, antichissimo, viene raccontato da Buzzati tramite il fumetto, una delle forme di comunicazione più immediate al mondo. E nelle sue vignette l’autore mischia il sacro e il profano, il letterario e l’erotico, l’arte e la pura carnalità: ne risultano tavole segnate dalla fortissima contaminazione dei generi e caratterizzate dall’assenza delle tipiche nuvolette testuali, sostituite da didascalie spesso deformate o modellate in varie forme.

La storia, questa volta, si svolge ai giorni nostri: il protagonista, Orfi, è un cantautore che abita nell’immaginaria via Saterna, nel centro di Milano. Proprio su quella stessa strada, un giorno, vede scomparire l’anima della sua amata Eura in una porticina e, deciso a raggiungerla, intraprende il suo viaggio verso l’Inferno, un modernissimo Ade molto simile al mondo dei vivi. Tuttavia, c’è una cosa che lo contraddistingue ed è l’assenza totale delle passioni: l’unica cosa in grado di smuovere gli animi dei dannati è, infatti, il ricordo delle passioni provate da vivi.

Le canzoni di Orfi, così, permettono agli abitanti dell’Ade di ricordare i loro sentimenti passati e di provarli nuovamente: Buzzati, in questo modo, conferisce al racconto e alla musica un potere enorme e una grandissima capacità espressiva, tale da superare qualsiasi tipo di apatia e “sconfiggere” la morte.

Sono  frequentissime, nel Poema a fumetti, le citazioni e le autocitazioni letterarie, così come non mancano riferimenti pittorici alla pop art e ad artisti come Lichtenstein, Magritte, Delvaux e Bosch.