di Cesare del Ferro


Planet pimpShacho (agitatore), Tabu Zombie (tromba), Motoharu (sax), Josei (tastiera,piano), Akira Goldman (contrabbasso), Midorin (batteria,percussioni): avrete già intuito che non sono i nomi di note marche motociclistiche ma i componenti di un eccentrica jazz band giapponese nata  lontano dalle scene di Tokyo. Al nucleo iniziale formato dai primi due, di lì a poco non tarderanno a unirsi gli altri membri prefiggendosi di calcare le scene del Fuji Rock Festival; ci riescono nel 2003 sotto il nome di Soil & “PIMP” Session.
Dopo la manifestazione al gruppo offrono un contratto con la JVC VICTOR, che contribuisce all’uscita del loro primo mini-album nel 2004 denominato Pimpin.
Raggiungono però il vero successo solo con l’album effettivo del 2005 Pimp Master e di conseguenza l’attenzione particolare di Gilles Peterson, suscitando in lui un interesse tale da invitare la band non solo nel suo programma radiofonico sulla BBC, Radio1, ma anche a Cargo (Londra).
Seguirà la tappa a Berlino con i Jazzanova e l’apparizione speciale al Montreaux Jazz Festival.
Oggi, nonostante tutte le vicende cui sono stati partecipi nonostante continuino con i loro tour in giro per l’Europa, trovano il tempo per la loro attuale (e non ultima) opera “Planet Pimp”che succede agli altri album “Pimp of the year”e “Pimpont”, in quest ultimo progetto troviamo il risultato delle loro ricerche nel campo sonoro del nu jazz, funk e death jazz; con questo concludo. Ora acquistatelo e capirete da soli.