non scritto di Flavio Sciolè

Foto di Henry Ruggeri

Sciolè anti recensisce in poesia e visioni il live di Peter Hook in cui il bassista dei Joy Division ha riproposto brani da ‘Closer’ e da ‘Unknow Pleasure’.

Peter Hook - Foto di Henry Ruggeri 1

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RESTITUZIONI DECADENTI E DISAPPUNTI DARK ATTORNO A THE PETER HOOK AND THE LIGHT
Live al Disorder Festival, Piazza Buozzi, Giulianova, 18 Giugno 2016
Concerto organizzato dall’associazione “Oltre l’attimo- Nel nome di Lorenzo”

But I remember when we were young (Insight, Joy Division)

Nel buio, una luce.
Tutto precipita.
Ombre danzano sommerse dal vuoto.
Le note scavano dentro i ricordi riportando a galla le cadute.
La dimenticanza avvolge i cervelli e tutto diviene oblio.
Ritmi dionisiaci evocano memorie ancestrali aggrappandosi alle note.
La gioia è condivisa.
Ogni sé perde il controllo.
La musica ci sospende, ci immerge in emozioni implose.
Tutto è circolare.
Su di noi la luna è piena.

Peter Hook - Foto di Henry Ruggeri 2

Peter Hook fa risorgere Ian ed i Joy Division dai meandri del passato
e li rimette in croce versando il loro sangue nero sul pubblico.
La sua voce cupa ed avvolgente restituisce attimi di una gioventù perduta ad ognuno,
specie a chi lo è, giovane, sapendo di esserlo.
Peter ci restituisce una fotografia in bianco e nero impolverata e dai contorni bruciati
che non vedevamo da sempre ma che subito riconosciamo come nostra.

Atmosphere: apre con una dedica ad un ragazzo che è partito ma che è presente.
Disorder: genera un pogo fluttuante.
She’s Lost Control: toglie autonomia.
Isolation: ———-
Transmission: con il basso a dominare.
Love Will Tear Us Apart: euforia collettiva.

Il concerto non finisce, lo trattieni in testa, lo metti in tasca assieme ad altri mille frammenti di una vita.

Peter Hook - Foto di Henry Ruggeri 3