Casta, Casta delle mie brame, chi è il più… del reame?

Come nei periodi di avvisaglie di grandi rivoluzioni, siano esse politiche, culturali o morali, così, in questi ultimi mesi, si ode ancora l’eco degli strali di persone impegnate a denunciare gli sprechi, gli eccessi e gli abusi. Ma se volete, potete anche chiamarli soprusi che il “popolo” è costretto a sopportare a causa del diffuso malcostume di gruppi di potere

Oltre il velo di Maya

Sala d’attesa, sì, sono in una sala d’attesa e quando mi hanno detto che se fossi venuto qui avrei capito qualcosa in più della mia vita, quando mi hanno detto che se avessi avuto le palle di venire fin qui mi avrebbero mostrato il vero significato della vita e la sua vera essenza, non mi sarei mai aspettato di arrivare in una sala d’attesa simile a tutte le altre...

Il solco della lussuria Intervista ai Lustagroove

Cercando un concetto che ci accomunasse scegliemmo “Lussuria”, che incorporava lo spirito della nostra musica e dei testi e “Groove”, letteralmente significa solco: quello che speravamo di lasciare. La produzione indie ti permette di avere voce senza subire i filtri delle case discografiche che impongono standard limitanti e prodotti inscatolati nella moda del momento. Speriamo che l’indie non diventi presto una tendenza del momento.

Da Russ Meyer ai discopub Intervista alle Pussycats

Come avete cominciato? In un circolo privato, “La tana delle tigri”. Una nostra amica metteva i dischi glam-hard rock anni ’80 e noi ci siamo ritrovate lì a ballare. Il proprietario del locale e i collaboratori ci hanno notato e ci hanno visto come possibile gruppo ed è nato il progetto di dj set e animazione “Lia & The Pussycats”. In seguito abbiamo continuato solo con l’animazione. Ora siamo in tre: Ty, Faith e Jenny.

Cronache del re rosso Intervista a Giorgia Tribuiani

Hai parlato di simboli: sono sempre costanti nei tuoi racconti, nulla è mai lasciato al caso. Ti succede la stessa cosa nella realtà? La realtà è molto più complicata e sfuggente e lottare contro il caso sarebbe una causa persa. I simboli delle mie storie, perciò, servono proprio a questo, a cercare di fare un po’ di ordine tra i pensieri: non possiamo descrivere la realtà poiché essa è inconoscibile, ma possiamo tentare almeno di rappresentarla sotto altre forme, magari un po’ più semplice. D’altra parte ognuno di noi tende a semplificare la realtà attraverso i simboli: la notte, ad esempio, attraverso i sogni…