copertinaOssessioni è una raccolta di quindici racconti.
Il primo è intitolato La roulotte ed è il lavoro più esteso, è infatti diviso in tre parti. Il protagonista, un individuo sofferente, non adattato e non adattabile, con un senso estetico ipersviluppato per cui è esacerbato dalla bruttezza, dalla volgarità e dall’assurdità, è costretto a narrare in prima persona ciò che gli accade in un autunnale pomeriggio e che sconvolge la sua già tormentata esistenza.
Suppellettile è il secondo racconto. Si descrivono in terza persona le prime ore di una normale giornata di uno studente, che recandosi appunto a scuola si accorge di avere un infiltrato nella mente.
Il terzo brano invece, Il giorno più bello, racconta la surreale storia di un personaggio ossessionato dal fatto di non avere mai nella sua vita trascorso un giorno bello, memorabile, quello da ricordare. Decide, così di crearselo da sé. I restanti dodici brani, consistono nel rendiconto impersonale e privo di qualsiasi schema narrativo, di colloqui tra due interlocutori non caratterizzati.
La scrittura dell’autore è asciutta, non indulgente a nessun tipo di fronzolo, di ornamento o compiacimento. Egli non confessa neppure che il lago sulle cui sponde si muovono i suoi personaggi ossessionati dalla propria angoscia, altri non è che il Lago Maggiore, lo stesso splendido e così maledettamente malinconico lago che l’ha visto nascere e sopravvivere.
Kierkegaard morì ignorando di avere trovato un significato nuovo alla parola angoscia: “Lo stato perpetuo di inquietudine umana che deriva dalla tensione irrisolvibile tra essere e nulla, tra finito e infinito.”
Questa tensione a volte genera l’ossessione per qualcosa di importante o di stupido, ma che vale comunque la morbosa testimonianza.