di Federica Marinozzi


Quando 96.620 lampade a incandescenza illuminarono l’Esposizione Universale di Chicago del 1893, i presenti ebbero la consapevolezza di trovarsi di fronte alla vittoria del genio visionario di Nikola Tesla sul suo ex datore di lavoro e rivale, Thomas Edison. Ma il vantaggio della corrente alternata su quella continua fu solo uno dei geniali contributi dell’uomo che era riuscito a convogliare la potenza delle cascate del Niagara nella prima centrale idroelettrica. Studia matematica, fisica e ingegneria al Politecnico di Graz. Dalla natia Croazia si trasferisce a Parigi: è qui che il suo superiore capisce di avere a che fare con una persona straordinaria e, con in tasca una lettera di presentazione da mostrare a Thomas Edison, lo trasferisce a New York. Ma la preziosa collaborazione si conclude in soli 4 mesi: Edison è un abile uomo d’affari capace di trasformare ogni scoperta in business, lui è incapace di arricchirsi con i frutti del suo ingegno. E sostituire il sistema di distribuzione di energia elettrica continua con la più efficiente corrente alternata inventata da Tesla, implica ricostruire tutti gli impianti di produzione e trasporto energetico. Pur di difendere i suoi interessi, Edison comincia una campagna denigratoria tesa a dimostrare la pericolosità della corrente alternata. D’altra parte, l’industriale Westinghouse è convinto della validità delle tesi del croato: è l’inizio di una nuova collaborazione. La superiorità della sua concezione risulta infine oggettiva: vince l’appalto per illuminare l’Expo di Chicago e poi il Niagara. È al colmo del prestigio, fa ricerche avveniristiche sull’elettroterapia e sul trasporto di energia elettrica attraverso onde. Ha intuizioni d’avanguardia per il laser, l’auto elettrica e la super-conduttività all’origine dei transistor e poi dei microchip. Completamente disinteressato ad arricchirsi, cede tutti i suoi brevetti al gruppo di Westinghouse per una cifra irrisoria e continua i suoi studi sulle trasmissioni senza fili. Nel 1898 fa una dimostrazione al Madison Square Garden del funzionamento del primo sommergibile telecomandato: in anticipo di anni sulle tecnologie militari del tempo, non viene preso in considerazione dal Pentagono, ma desta l’attenzione del ricco banchiere Morgan. Ricominciano gli investimenti e, con essi, la costruzione dei leggendari laboratori di Colorado Springs. Qui, con i suoi fulmini artificiali da milioni di volt, effettua spettacolari esperimenti che suggestionano l’immaginario collettivo al punto da essere citati oggi in fumetti, film, videogiochi, libri di fantascienza quali stereotipi dello scienziato mefistofelico. Il suo scopo ultimo è il dominio completo della mente sul mondo materiale, l’imbrigliamento delle forze della natura per le necessità umane, incanalare la fonte d’energia illimitata proveniente dalla Terra e trasmetterla senza fili: in altre parole, vuole energia libera e gratuita per tutti. I finanziamenti s’interrompono però quando Marconi effettua la trasmissione radio attraverso l’Atlantico prima di lui. La comunità scientifica lo considera un eccentrico; sempre più solo, è afflitto da disturbi ossessivo-compulsivi: non rientra nella sua camera se non fa 3 volte il giro dell’isolato. Eppure la sua fervida mente continua a dare contributi decisivi, come quello all’invenzione del radar e dell’aereo a decollo verticale. Giunge infine il 1943: Tesla muore, in miseria, a 86 anni. Lo stesso giorno l’FBI dichiara top secret i suoi appunti. Ma la rivincita postuma è ormai nota. Lo immaginiamo, oggi, come egli stesso scrisse: soddisfatto nel sapere che il suo sistema polifase è usato in tutto il mondo per illuminare i momenti oscuri dell’esistenza; e che il suo sistema senza fili, nelle sue essenziali caratteristiche, è utilizzato per rendere un servizio che migliora la qualità della vita.