Chi ti credi di essere?
Innanzitutto io non mi credo, nel senso che non credo a me stesso, ma so per esperienza di essere un buon affabulatore, quindi la domanda non è “chi ti credi di essere” ma “chi gli altri credano io sia”.
Vedi Lu’, quando ormai si è etichettati non se ne può più uscire, per questo qualunque cosa faccia, trasuderà sempre cultura ad occhi altrui. Forse sono la plurisecolare e imperitura anima di Socrate, secondo la ben nota teoria della metempsicosi.

Come è possibile riconoscere l’uomo più saccente al mondo?
Lo sapevi che nell’antica Roma i riti matrimoniali si celebravano con la formula “Ubi tu gaius, ego te gaia”?

Perché utilizzi spesso termini linguistici quasi proibiti alla maggior parte della popolazione?
Per diffondere il loro utilizzo tra l’enorme massa degli ignoranti, dalla quale strisciando carponi sono assurto come un verme, il Verme Conquistatore di Poe.

Che valore ha per te l’estetica?
È semplicemente il plus valore nell’operato di un artista.

È vero che l’Hypnerotomachia poliphilii è stata scritta da Francesco Colonna e che con quest’opera ha lanciato il genere che sarà poi definito dalla critica polifilesco?
Tu l’hai detto, come disse Gesù Cristo a Kaifa durante il proprio processo.

Cos’è che ti manca?
La proprietà ignifuga, metaforicamente parlando e, in virtù di tale registro, ricorda che previa argomentazione posso darle il significato che voglio.

Cosa porteresti su un’isola deserta?
Te.

Perché?
Per il piacere di aver tabula rasa su cui scrivere qualunque cosa, magari una brutta copia di una lista della spesa che ovviamente, essendo su di un’isola deserta, non potrà mai evolvere a bella copia, mancando il supermercato.

Una ricetta per migliorare il paese?
In padella a fuoco lento.

Ci fa una domanda?
Da dove comiciare?

Che consigli daresti ad un giovane che volesse diventare saccente?
Classici, classici, classici.

Qual è il classico dei classici?
In realtà potrei rispondervi, prendendovi per culo tutti, un qualunque iperonimo letterario.

Chi sono i tuoi maestri?
Non ho maestri e in questo modo posso alludere al fatto che tutti potrebbero essere miei maestri. In filosofia il Tutto e il Nulla si equivalgono e analogamente il discorso può essere trasposto al Tutti e Nessuno.

Perché hai tanti problemi di dizione se sei così saccente?
Perché per quante cose so, so che le cose non dette posso essere intese. O meglio, mi si accavalla la lingua.

Cosa c’è di sbagliato nei modi di dire?
“Il sole sorge”. Sono 2000 anni che dicono così mentre si sa benissimo che il sole è fermo. Colpa dei modi di dire.

Cosa vuoi fare nella vita?

Mi piacerebbe saperlo. E infatti lo so. Evolvendo nel volgare il verbo latino “sapio” (= io so), come in tutti i casi in cui una parola latina evolve, sono possibili due soluzioni: una dotta per cui “sapio” da “sapienza”, l’altra popolare per cui “sapio” evolve in “saccio”. È semplicemente l’evoluzione del nesso consonantico P+J che se non può modificarsi rimane invariato. Da qui inutile spiegarvi cosa voglia fare nella vita, no?

Perché sei misantropo?
Perché, come scritto nell’ Heautontimorumenos “Homo sum nihil umanum a me alienum puto”, e conoscendolo in parte già so che conoscerò qualcosa che mi farà sempre più schifo.

Se il genio della lampada volesse esaudire un tuo desiderio, che vorresti?
Vorrei sapere perché voglia esaudirlo. Quale oscuro motivo potrebbe mai indurre un’essenza ectoplasmatica a occuparsi dei miei desideri? C’è sicuramente qualcosa sotto…