di Stefano Tassoni


“Sei proposte per il nuovo millennio”: caratteristiche che la letteratura, e quindi indirettamente gli scrittori, posteriori al Duemila dovrebbero non dimenticare di portare con sé… Un libro dunque comprensibilmente essenziale per chiunque si accinga a scrivere: da magnifico mentore, l’autore riesce a non opprimere mai il lettore con la sua erudizione da intellettuale (poiché denota ignoranza chi lo consideri semplicemente uno scrittore) anzi, appassiona e sorprende con la stessa familiarità colloquiale tipica di un fratello maggiore. Nello specifico le sei caratteristiche, analizzate nei relativi saggi (queste le intenzioni, ma purtroppo la morte colse il conferenziere poco prima realizzasse l’ultima) derivati da relative conferenze, sono nell’ordine: la “leggerezza”, la “rapidità”, l’“esattezza”, la “visibilità”, la “molteplicità” e l’incompiuta “consistenza”, di cui abbiamo solo il titolo e il libro-simbolo: Bartleby di H. Melville. Sei ‘modus scribendi’ incarnati per ogni saggio da diverse opere, non soltanto romanzi, ma anche racconti, miti e leggende popolari: dal Decameron al Voyage dans la lune di Cyrano de Bergerac, dal De Rerum Natura alla Morfologia della fiaba di Karl Propp e l’elenco sarebbe infinito per gli innumerevoli esempi pur limitandosi al primo saggio. È bene infine premettere che considerando tali qualità Calvino non esclude i loro opposti anzi, li include come facce della stessa medaglia: « …sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io considero le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’avere più cose da dire.»