di Luca Torzolini e Giorgia Tribuiani

Zaino in spalla.
Salto il titolo. Sfido il catenaccio, riesco a passare. Mi ritrovo in un articolo di politica e lo attraverso a stento: ci sono dei veri e propri macigni tra le righe. Arrivo al punto. Non dell’articolo, al punto della storia: devo intervistare l’Intervista. Ma prima.

Quando il caporedattore di Re-volver mi diede questo compito, pensai che sarebbe bastato aprire una rivista qualsiasi per trovarmela di fronte. Ma non ci sono interviste autentiche nei giornali italiani.
Mi avventurai nelle free press anni ’70: ben presto le nuvole di THC mi buttarono fuori strada e… uscii dalle righe. Finii in un articolo di costume di un mensile glamour: un mare di articoli firmati che parlavano di firme. Certo, sempre meglio di editoriali sturm und drang o di articoli d’opinione che calunniano tutti e tutto senza dare alcuna soluzione allo stato di cose.
A tentoni cercai di sorpassare un articolo di cronaca nera e, brancolando nel buio, sentii un calpestio d’interiora sotto i miei passi. Subito dopo inciampai nell’arma del delitto e un senso di inadeguatezza sociale mi s’iniettò in vena. Il labirintico errare, soltanto a tratti illuminato dal bianco e nero della foto, continuò a lungo. Vidi solo l’ombra del colpevole finché un famoso ispettore fece luce sul caso.
Completamente ubriacato dai profumi “Catarro di Giò”, “Cagòr” e “Wc N°5”, decisi di voltare pagina. Feci fatica a causa dell’orecchietta.

Materializzato nel Mc Solald presi a testate il pagliaccio mentre la carta passava i tre stadi dell’usura: sgualcito, logoro, perforato. Purtroppo i Mc menù sono irresistibili: andai via con una dozzina di quintuplo burger con carne di topo alieno e ketchup sintetico.
Sorpassate altre dieci pagine di sponsor, mi ritrovai nella sezione sportiva e decisi di superare il record del salto in lungo uscendo da una rivista per saltare in un rotocalco: 2D – 3D – 2D.
Il quotidiano in cui ero passato era vecchio di tre giorni. Niente, neanche lì c’era l’intervista. Solo annunci di bordelli privati, necrologi e l’oroscopo. In un paese di morti gli uomini credono di poter sopravvivere dialogando con le stelle. Non sanno che le stelle hanno un portafoglio.

Portafoglio, dicevo: come tutti i veri giornalisti della storia apro il mio ed infine eccomi qui! Nel mondo del business. Vinco l’asta con gli sponsor, i direttori, i propagandisti politici. Sono povero, ma adesso lei è mia.
Ora che gli altri offerenti se ne sono andati mi avvicino curioso come mai e le pongo dinanzi il microfono. Adesso è mia, è mia, è mia.
“No Comment” è la sua risposta. E io non ho nemmeno aperto bocca.