Dopo vent’anni da I giorni del cielo (1978) e venticinque da La rabbia giovane (1973), Terrence Malick torna sul grande schermo con il suo capolavoro definitivo, secondo il parere di chi scrive: un’opera panteista che sembra stridere al contrasto tra la location, una lussureggiante natura indifferente alle ragioni dei personaggi che vi si muovono dentro, idilliaca anche nei momenti più cruenti; e il contesto socio-culturale: soldati americani del calibro di James Caviezel, Sean Penn, Nick Nolte, Adrien Brody, John Cusack, John C. Reilly, George Clooney, Jared Leto, John Travolta ed altri, partecipano alla presa dell’isola di Guadalcanal da parte delle forze alleate segnando così una dura sconfitta alle forze dell’Asse. Ma ciò che risalta ad una prima visione è subito la completa assurdità della guerra, in totale disaccordo con le meraviglie della flora locale. Spettacolare è infatti la fotografia, per la quale ebbe la nomination, insieme a “film”, “regia”, “sceneggiatura non originale”, “montaggio”, “sonoro”, “colonna sonora per un film drammatico”. Ebbe però anche la sfortuna di dover gareggiare con Salvate il soldato Ryan di Spielberg che adombrò ingiustamente il futuro autore di Il nuovo mondo (2005). Insomma, un film sicuramente da vedere. Il titolo, tratto dall’omonimo romanzo di James Jones, sembra essere l’unica cosa rimasta in comune dopo l’adattamento del regista e calzare meglio alla luce del verso di Rudyard Kipling: “Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa.” (Tommy).