di Luca Torzolini

Perché la grotta? Quali sono i vantaggi di una location naturale?
Avevo già cominciato da tempo, nei primissimi anni’90 a tenere concerti in luoghi “non convenzionali”, prevalentemente naturali in cui pianoforte e pianista si misurassero con ambienti così differenti dalla sala concerto e con l’energia che questo tipo di luoghi offre.
La Grotta dei Prosciutti, posta sulla vetta del Monte Nerone, tra Marche e Umbria, all’altezza di 1100 mt.è da subito parsa come soluzione ottimale per dimensioni e acustica per la residenza artistica “estrema” di un mese che avevo intenzione di fare e da cui è nato V.I.T.R.I.O.L.

Quali sono le difficoltà e gli aspetti positivi di lavorare su un album in dieci anni?
L’attesa di tutti questi anni è ovviamente nata da una difficoltà, quella di “chiudere” l’album che infatti mi “domandava” ancora qualcosa , ma non potevo riportare il pianoforte in grotta solo per terminare le registrazioni iniziate. Nel frattempo altri quattro cd sono usciti e già da qualche tempo mi balenava l’idea di incidere nuova musica nella ricorrenza dei dieci anni, essendo in me ancora vivido il ricordo di quella esperienza.
Questi dieci anni sono stati molto pieni di conoscenze, di musica, di vita.
Almeno un paio di volte l’anno riascoltavo i brani e cercavo di capire cosa mancasse e attendevo un “segno”, che direi è arrivato bello e forte nella famosa e famigerata primavera del 2020.

Come applicheresti in maniera innovativa la musica allo sport? Alla medicina? Alla sessualità?
Più che altro farei il contrario: applicherei idee e ispirazioni dallo sport, dalla medicina e dalla sessualità nella musica. Cosa che peraltro già faccio nel mio normale approccio che mi piace definire “multi(in)disciplinare.

Inventa uno strumento.
Fatto. Basta aggiungere il suffisso “-fono” a ogni cosa e farla suonare. Poi dopo un po’ che inventi non serve più neanche quello!

Ipnosi regressiva e musica: cosa puoi dirmi?
Nulla per ora, ma è un’interessantissima prospettiva, applicare questa tecnica per evocare reminiscenze musicali e tradurre in musica le visioni che appaiono.

Dammi una ragione per non ascoltare il tuo album. Dammi una ragione per ascoltarlo due volte.
Se il modo di fruire musica è l’ascolto distratto e da tappeto sonoro mentre si fa altro meglio evitarlo, soprattutto l’ultimo brano, che dà il titolo all’album, visto che è una lunga suite di 24 minuti.
Altrimenti, la prima volta è per far conoscenza con l’album, la seconda per cominciare ad interiorizzare questo lungo viaggio sonoro dentro di se. E ad ogni riascolto successivo sarà come scandagliare lo sconfinato panorama da cui io stesso ho attinto.

Dai, parlami dell’album V.I.T.R.I.O.L.
I 10 brani che compongono l’album esprimono il concetto di cui sopra da una angolatura differente, andando dal cristallino brano di apertura Litofonie che ricorda il suono delle stalattiti alla melanconica dolcezza de L’antro delle Ninfe, alla forza di Malâmatî, ispirato ad una branca dei Sufi nota come “via del biasimo”, alla fisicità di Speleosonata e a all’intimità di Ikiperu, nome piceno della dea ctonia Cupra, fino al brano materico La lingua degli uccelli, in cui la melodia è sostituita da un continuum sonoro. Sono davvero tante le sonorità che compongono questo album che trasformano il pianoforte in una inusuale orchestra alchemica.

Musica e magia: quali sono le connessioni tra riti sacri e musica?
La musica per come la intendo è già di per se un rito sacro: è già di per se magia. 
Si può in quest’ottica considerare la partitura musicale come un grimorio da cui partire. E’ un rituale la preparazione individuale dell’operatore, l’incontro con altri operatori e la stessa performance pubblica può essere intesa come la celebrazione, la messa in opera. Poi c’è un livello ancora più profondo, in cui le singole note, frequenze, forma e struttura del brano, i timbri e l’effetto sull’ascoltatore possono essere utilizzati come simboli sonori, archetipi “attivi” che possono produrre un diverso livello di consapevolezza e percezione.

Come vive un musicista trascendentale la musica accademica e l’inquadramento dello spartito?
Abbandonando entrambi. In realtà abbandonare ciò che si è conosciuto e frequentato è far risiedere tutto ciò nel dominio dell’inconscio, e poterlo richiamare alla bisogna. In questa maniera tale fardello non sarà predominante, inibendo l’atto creativo con dinamiche di confronto, di giudizio, di paure. 
Per dirla in termini freudiani, occorre scambiare il Super Io con l’ES, o potremmo azzardare “l’alto con il basso”, che guarda caso è un’operazione alchemica.
Togliendo il “brain” rimane lo “storming”.

Secondo te 432 Hz è la frequenza dell’universo o solo quella del nostro sistema solare?
Credo né l’una né l’altra. Come fai a calcolare e ridurre ad una singola frequenza di sistemi così complessi? Quali algoritmi scegli? Ho cercato informazioni in merito, mi sono documentato ma ancora non ho trovato una risposta per me soddisfacente. A parte questo il mio album è registrato a 432Hz.
L’unico test che ho fatto è sul mio orecchio e il LA accordato a 432, in particolare nelle condizioni ambientali cui il pianoforte in grotta è stato sottoposto, devo dire suona meglio, più gradevole e dolce rispetto a 440hz.

Come si fa una domanda nella musica? E l’imperativo?
La musica classica è costellata di esempi in questo senso, in particolare “l’eco” che si utilizzava nella musica barocca, ovvero una frase musicale che veniva ripetuta la seconda volta con una dinamica molto inferiore appunto da richiamare questo fenomeno.
In Mozart ci sono numerosi esempi di questo. Se dovessi pensare all’imperativo mi verrebbe subito da pensare all’incipit della celeberrima Quinta Sinfonia di Beethoven. Ma, ripeto, gli esempi in tal senso sono infiniti. Visto che la musica è anche un linguaggio possiamo analizzarla con tutte le strutture che questo tipo di analisi consente.

Se dovessi immaginare una colonna sonora per la tua vita quale sarebbe?
Più che immaginarla basterebbe ascoltarla. C’è sempre una musica che ci attraversa, soprattutto quando le nostre “difese” sono abbassate.

Se dovessi immaginare una musica infinita?
La musica è infinita, come infinite sono le possibilità che la vita ci offre.

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