di Marco Sigismondi


La leggenda del pianista sull'oceanoT.D. Lemon (Tim Roth) siede al piano. Poggia la sigaretta appena offertagli da Max (P.T. Vince) sullo strumento. Spenta. Il pubblico guarda il pianista, il pianista guarda il pianoforte. T.D. Lemon sfiora i tasti d’avorio e inizia: le mani si sdoppiano ed anche così si stenta a credere alle proprie orecchie. Finisce sudato, stremato; prende la sigaretta ancora spenta, la poggia sulle corde del pianoforte: si accende. Questo è l’effetto che provoca l’ascolto di quest’opera di Ennio Morricone, la colonna sonora di La leggenda del pianista sull’oceano, regia di Giuseppe Tornatore. Punto di forza, la potenza evocativa delle melodie e l’esecuzione magistrale dei musicisti, in particolare dei due pianisti Gilda Buttà (per la parte classica) ed Amedeo Tommasi (per la parte jazz). Significative senza dubbio la dolcissima A Mozart reincarnated e 1900’s Madness 2, in cui un pianoforte impazzito fugge solo svestendosi dell’iniziale arrangiamento. Partecipazioni di lusso di Roger Waters (Pink Floyd) alla voce ed Edward Van Halen (Van Halen) alla chitarra in Lost Boy Calling. Infine lui, il maestro, Ennio Morricone, che con quest’opera sembra dire: “Non so come avete immaginato i suoi occhi, ma state pur certi che questa sarebbe stata la sua musica”.