di Eclipse.154


L'enigma di Kaspar HauserNel 1828 a Norimberga viene ritrovato un misterioso giovane dall’aria un po’ tarda e totalmente inconsapevole delle più elementari nozioni di vita. Werner Herzog dipinge, grazie alla collaborazione di Bruno S, straordinario interprete principale, il ritratto del “ragazzo selvaggio”. Una regia laica con la quale narrare un imprevisto. Kaspar rappresenta l’alienazione totale, l’estraneità alle norme sociali, civili, religiose e giuridiche. La nostra realtà comune vista con gli occhi innocenti di un infante, che la segue e tenta di apprenderla mediante il linguaggio e la comunicazione incontaminata. Visionario più che mai, Herzog ci dona un’opera (sicuramente la più famosa nonché la più premiata) in cui lo spazio è delimitato da sogni, incubi e premonizioni, il tutto con estremo rigore. Maestro documentarista, (chi non ha amato Grizzly Man?) meno efficace nel cinema di finzione, l’autore in questo caso crea un film memorabile, il migliore del suo repertorio, a mio avviso. Nell’introduzione i minuti scorrono in assenza di dialoghi per lasciare spazio al linguaggio visivo, e la sequenza è memorabile. Le riflessioni che si installano nella mente dello spettatore, la splendida fotografia e la monumentale interpretazione di Bruno S. fanno di L’enigma di Kaspar Hauser una tappa importantissima per chi, durante la visione di un film, non mangia pop corn.