di Eclipse.154


L'eclisseDopo aver interrotto la sua relazione con un intellettuale, Vittoria (Monica Vitti), una giovane donna, conosce Piero (Alain Delon), un agente di Borsa. Ma la passione durerà poco, a causa della reciproca consapevolezza della loro crisi interiore. Fingeranno pertanto di dimenticare il loro appuntamento, al quale non si recheranno mai. Antonioni chiude la trilogia aperta con L’avventura (1960) e con La notte (1961), e la chiude con il film forse più amaro, più preciso e asciutto, grazie a dialoghi ridotti al minimo e invenzioni visive degne di un Maestro. Prima fra tutte la sequenza di chiusura, caratterizzata da quelle “istantanee” che da sole, sospese nel tempo, riempiono di senso, costituendo il vero momento di climax dell’opera. L’idea è quella di geometrie architettoniche che si sono svuotate dei personaggi che le avevano abitate. Vittoria e Piero vivono nella totale eclissi dei sentimenti, la loro nevrosi corrosiva e inaffrontabile esce dalla narrazione divenendo linguaggio visivo. E pensare che la disarmante ignoranza dei distributori li spinge ad accorciare il finale perché “inutile”. La canzone omonima dei titoli fu un successo di Mina. Premio speciale della giuria a Cannes. Scritto con Tonino Guerra, collaborazione di Elio Bartolini e Ottiero Ottieri. Fotografia splendida del teramano Gianni Di Venanzo e musica di Giovanni Fusco. Un cult indiscusso per attenti studiosi di cinema.