Intervista a Riccardo SchicchiSono all’invidia sexy disco. Qui con me c’è il regista di film hard Riccardo Schicchi, con lui la pornostar Mercedes Ambrus.
Diventare uno scrittore a tempo pieno è per me un sogno quanto lo è stato per Raymond Carver. La vita, con i suoi doveri e le responsabilità, pesa gravemente sulle mie spalle. Sogno la vita dei grandi scrittori mentre lavoro come cameriere o quando mi metto in fila alle poste per pagare le bollette.
Ho sempre pensato che l’arte reale, quella che dà un pugno allo stomaco per farti reagire, non potesse essere commerciale per due ragioni intrinseche al business e che collimano con l’identico meccanismo economico di domanda-offerta: in Italia il pubblico richiede sogni a basso costo per poter evadere la realtà e le case editrici per non rischiare il fallimento vi si adattano ben volentieri.
Quindi rimangono due possibilità: la prima, per me inaccettabile, consiste nello scrivere un romanzo commerciale; la seconda, nel trovare un lavoro redditizio che non porti via troppo tempo e permetta guadagni notevoli. Ma abbandonai tempo addietro l’idea che fosse possibile guadagnare in modo onesto senza una forbita istruzione con prerequisiti imprescindibili quali la tranquillità e la stabilità economica: non tutti nascono sotto l’insegna della borghesia.
Inoltre ho sempre creduto che fare film porno sia al contempo leale e dignitoso. Sebbene il mondo dell’hard riservi non pochi compromessi, iniziando dal problema morale che investe l’immagine di chi ne fa parte, risulta comunque uno dei pochi modi di rimanere pulito in un mondo di immondizia. Il sesso è un prodotto che la società fagocita in ogni modo, dai siti in smisurata crescita all’iperaffolamento dei night.
In Italia, dove le sigarette ostentano “Il fumo uccide” nel taschino dell’uomo comune e dove il gioco d’azzardo è illegale ma slot-machine statali gremiscono i bar, le possibilità di migliorare la propria condizione sociale sono davvero inesistenti.
Ora, visto che Boogie Night ci ha raccontato l’altra Hollywood, chiedo cortesemente al regista italiano Riccardo Schicchi di raccontarmi l’altra faccia dell’Italia.

È possibile girare un film porno in Italia?
Si. Dal momento in cui lo Stato ha messo imposte sulla pornografia è possibile girare una pornografia che non contenga reati.

I pear to pear e i siti in streaming, dove vengono caricati anche i video con copyright, hanno messo in crisi il mondo del porno?
Come tutti i mercati, il mercato del porno è sottoposto al crimine di scaricamento o visione gratuita di più file con diritti d’autore, facilitato dai pear to pear e dai siti streaming. Il comunismo è sempre stato contro la proprietà. È una pratica comunista quella di usurpare la proprietà degli altri e regalarla. Ma pare che tutti, indistintamente dall’orientamento politico, scarichino musica e film da internet.

Oggi c’è una smodata passione per i filmati amatoriali, tanto che persino delle case di produzione cercano d’emularli. Sai spiegarmi il perché?
Probabilmente è più eccitante perché ci si può immedesimare e sono più realistici; non è eccitante vedere i carri armati di cartone nei film di Salieri.

Quanto guadagna oggi un attore di film porno?
Eravamo arrivati ad un massimo di 1000 euro al giorno. Da un po’ di tempo si è abbassato il valore e oggi il compenso si aggira sui 250. Con una cifra del genere puoi trovare di tutto. Poi ci sono altri parametri da valutare: dopo aver fatto qualche film il compenso dell’attore si abbassa, poiché diventa competitore di se stesso quando arriva nelle videoteche.

Quali sono le caratteristiche necessarie per recitare in un film porno?
Bisogna per l’appunto saper recitare. Avere inoltre un’erezione costante, gestendola anche con i farmaci. Durante le pause se gli attori hanno il membro in erezione capisci che hanno preso qualcosa. È importante anche la fisicità: delle gambe lunghe e un sesso che si aggiri sui 25 centimetri sono necessari per dare un’immagine chiara.

Quanto guadagna una troupe cinematografica?
Le troupe guadagnano davvero poco. Una volta con 15000 euro a giornata si girava. Oggi potrebbero bastare anche 5000 euro tra attori, regista, direttore della fotografia (se ci può permettere di averne uno); oppure non si gira proprio.

Cosa puoi dirmi delle moderne riviste pornografiche?
La pornografia su rivista è morta nelle edicole degli anni ’70-’80. Oggi una rivista non può competere con il suo passato; le riviste vecchie cannibalizzano le nuove.

Secondo te mi conviene continuare a scrivere e a fare il cameriere?
Ti sconsiglierei di fare film porno. Magari lascia perdere anche il cameriere. Vai in Tailandia a comprare le palline per lavatrici. È la New Age: Qui basta inventare un sistema piramidale e si diventa miliardari.