Inferno Bianco 3In una strada romana stranamente deserta, avvolti dal calore di un meriggio assolato, ci rendiamo conto che la giornata è davvero ‘western’, mancano solo le pagliuzze rotolanti. Stiamo aspettando Stefano Jacurti, mitico regista indipendente (assieme a Emiliano Ferrera) di Inferno Bianco, recente film western/horror girato – con pochissimi soldi e una sola telecamera – sulle nevi del Gran Sasso. Ed eccolo spuntare da dietro un angolo in un’entrata trionfale. Con il dito indice puntato contro di noi, spara la sua frase da cowboy: “Voglio voi!”. Stefano è fatto così, totalmente immerso nella sua passione, pronto a viverla sopra le righe con la dovuta ironia. Una passione incontenibile, che trasuda da ogni suo gesto e parola.

Mentre ci incamminiamo per raggiungere casa sua, iniziamo subito a parlare del film e del successo ottenuto in giro per l’Italia: “Il successo di Inferno Bianco è iniziato molto prima che vincessimo il premio Acec al Tentacoli Film Festival (manifestazione dedicata al cinema di genere italiano ndr). Sul nostro blog, sono iniziate a fioccare richieste di DVD del film, subito dopo l’anteprima al teatro San Genesio di Roma. Sempre in questo periodo sono comparsi anche i primi articoli sui giornali; testate importanti come Panorama, Ciak, Nocturno, Almanacco di Tex e testate locali come la Cronaca d’Abruzzo. C’è stato un evento poi, che ha fatto molto movimento, il Colosseum Country Party, un raduno nazionale di amanti del country con gente proveniente da ogni parte d’Italia. In questa occasione, Inferno Bianco, è stato proiettato davanti a 450 persone, quasi tutte interessate al western. Abbiamo saputo individuare, da subito, diverse situazioni che si sono rivelate esterne al film soltanto in apparenza: esempi come il Colosseum Country Party e il raduno dei rodei a Rieti potremmo vederli, strategicamente, come ‘nodi ferroviari’, dai quali arriva pubblico di un altro settore che, in qualche modo, è interessato anche al nostro film. Tutto questo, però, senza mai dimenticare l’importanza di proiettare Inferno Bianco – come qualsiasi altro lungo – anche in piccoli cinema e cineforum. Inoltre c’è stata un sacco di gente autorevole che è rimasta colpita dal film: il maestro Giulio Questi dopo averlo visto si è complimentato con noi e la mitica Orchidea De Santis – una persona squisita, ci tengo a ringraziarla – dopo aver visto il trailer ci ha invitati a parlarne la sera stessa sul palco del Cineporto. Infine, anche Pupi Avati, che abita da queste parti e che incontro spesso, mi ha chiesto di fargli avere il DVD”.

Così dicendo, arriviamo davanti casa di Stefano. Una volta aperta la porta, troviamo ad accoglierci una sagoma in cartone di Clint Eastwood. Subito Inferno Bianco 5Lilli, la moglie di Stefano, ci viene incontro sorridendo: ha l’aria serena e orgogliosa di chi seguirebbe il marito in capo al modo. Capiamo subito che, anche lei, è una colonna importante del progetto. Casa Jacurti è una sorta di museo del west, con vetrinette contenenti statuine di personaggi legati alla storia americana, poster di film e attori, armi d’epoca e cappelli da cowboy. Seduti nell’accogliente salotto, con i bicchieri pieni di bibite fresche, riprendiamo fiato e ricominciamo la conversazione.

“Dopo aver girato il film, siamo entrati in contatto con l’Abruzzo Film Commission e sono scattate le proiezioni. La prima al Cinema Massimo dell’Aquila, dove abbiamo gioito nel constare che le immagini di Inferno Bianco reggevano benissimo anche su grande schermo. Poi è stata la volta del comune di Lucoli dei Marsi con una proiezione in piazza. Ci hanno fatto una sorpresa bellissima: prima che mandassero il film, hanno proiettato alcune delle nostre foto di scena. Come sottofondo c’era la musica dei capolavori di Sergio Leone. Una cosa emotivamente fortissima, eravamo tutti commossi, ci hanno messo K.O. Immaginate la scena: notte stellata, gente in finestra, famiglie che si portano le sedie da casa, piazza piena, una situazione da Nuovo Cinema Paradiso, da brivido. La serata di Lucoli ha lasciato in noi tracce indelebili, non li ringrazieremo mai abbastanza per la bellissima sorpresa e per lo splendido trattamento che ci hanno riservato. Saremmo molto lieti di poter fare altre proiezioni in cinema abruzzesi; ci terremmo davvero tanto ad arrivare anche nelle altre province, come Chieti o Pescara. Mi sono trovato benissimo in questa regione”.

A questo punto, Stefano, con l’entusiasmo di chi ha voglia di condividere belle esperienze, inizia a mostrarci tutto il materiale riguardante il film. Il premio Acec, le montagne di riviste che ne hanno narrato le gesta e, infine, davanti al computer lascia scorrere foto e video. Il discorso su Inferno Bianco diventa più ampio e abbraccia tutto il cinema indipendente, facendone un’istantanea.

“Intorno a me vedo un po’ di giovani filmaker che fanno i bulletti e si danno la zappa sui piedi da soli. Noi voliamo bassi, come è giusto che sia, ma non tutti lo fanno. Tra i giovani filmaker indipendenti, comunque, ne stimo molti: ad esempio Michele Senesi, che tra l’altro ringrazio moltissimo per l’accoglienza splendida a Recanati. Poi ci sono i Licaoni che mi hanno fatto crepare dalle risate, bravi davvero; Filippo Suzzi col Metodo Orfeo e i ragazzi di Apollo 54, teste incredibili, geniali. Grazie a questi film siamo di fronte a qualcosa di diverso, di fronte a idee diverse, che nel cinema italiano tradizionale sono assenti. Il fermento vero sta nel cosiddetto “sottobosco”, non nel cinema tradizionale italiano. Quando Tarantino dice, a ragione, che il cinema italiano è morto, si offendono tutti, ma è la verità. Appena mettiamo il naso fuori dall’Italia (vedi il Festival di Berlino), prendiamo solo schiaffoni. Ma non possiamo essere noi a risolvere tutti i problemi del cinema italiano; noi possiamo solo dare una bella scossa e far vedere che qualcosa di diverso c’è e si può fare. Tra l’altro il riscontro tra la gente è positivissimo; c’è fame di cinema di genere, abbiamo trovato vere e proprie curve da stadio durante le proiezioni. Questo ci incentiva molto, bisogna girare l’Italia e portare i film fuori”.

Con la speranza di un cinema italiano diverso, si è conclusa questa illuminante giornata in casa Jacurti. Chi volesse saperne di più, può rivolgere la propria attenzione sul sito www.myspace.com/infernobianco nel quale sono presenti tutte le informazioni su Inferno Bianco e le modalità per fare una donazione, ricevendo in cambio una copia del film.