di Luca Torzolini


DSC04800Raccontateci come avete cominciato?
Massimo si è comprato il basso e abbiamo deciso di cominciare. Emidio aveva un microfono tipo karaoke (di quelli di plastica finti) e abbiamo iniziato a suonare i primi pezzi punk.
Il gruppo nella sua storia ha variato la composizione degli elementi. Ma l’arrivo di Alessandro e poi quello di Marvin hanno sancito la formazione dei Lustagroove come progetto concreto.

Dove vi siete esibiti le prime volte?
Al liceo: le assemblee di istituto, durante l’autogestione, nel carnevale e alla festa di fine anno.

Perché avete scelto questo nome per il gruppo?
Stavano tornando da Teramo con il pullman. Cercando un concetto che ci accomunasse scegliemmo “Lussuria”, che incorporava lo spirito della nostra musica e dei testi e “Groove”, letteralmente significa solco: quello che speravamo di lasciare.

Qual è il messaggio che volete trasmettere? A quale pubblico in particolare vi rivolgete?
Ci rivolgiamo ad un pubblico rock, senza distinzioni. Cerchiamo di comunicare emozioni: suoniamo musiche evocative e concetti che vogliono lasciare il segno.

La musica indie in Italia sta iniziando ad avere finalmente un certo seguito. Voi cosa ne pensate?
La musica è musica. La produzione indie ti permette di avere voce senza subire i filtri delle case discografiche che impongono standard limitanti e prodotti inscatolati nella moda del momento. Speriamo che l’indie non diventi presto una tendenza del momento.

Il testo che preferite?
“For Mercuri to you” perché la musica rende bene le immagini. E anche “La volta dopo” non scherza.DSC05725

Artisti a cui vi ispirate?
Cerchiamo di essere più originali possibile, anche se in fondo è difficile non lasciarsi influenzare dai propri gusti e dai propri limiti. Una grande ipocrisia è: “Mi ispiro solo a me stesso!”. Ci piacciono molto i Red Hot Chili Peppers e gli Incubus.

So che avete girato un video…
Il video è stato girato da Marvin e gli altri non ne sanno niente. Fino ad ora almeno! Giovanni Aretusi si è occupato della parte tecnica. Appena terminato sarà messo sulla rete www.myspace.com/lustagroove.

Della vostra terra cosa ci dite?
È molto difficile cominciare in Abruzzo per chi è interessato ad esporre lavori originali e nuove idee. Ci sono molti problemi culturali di base e iniziare è un’impresa soprattutto per la mancanza di fondi. È difficile muovere l’interesse generale se non con feste di paese e prodotti nostrani, vetrina inconsueta per qualsiasi lavoro artistico.

Improvvisate?
Di brutto! Abbiamo cominciato a causa di Massimo che non si ricordava i pezzi. Col tempo anche Marvin ha smesso di ricordare e l’improvvisazione è diventata la parte “più vera” delle nostre performance.

So che il rito propiziatorio del gruppo è particolare?
Sì, in effetti ci salutiamo a vicenda prima di salire sul palco con questa frase “Ok ragà, ci si vede dopo il concerto!”.