“La vita è una commedia per coloro che pensano

e una tragedia per coloro che sentono”

Horace Walpole

Luca Torzolini - Emotion 1

di Paulina Szczepanczyk

(foto di Luca Torzolini)

Quante volte vi siete trovati in una situazione in cui non siete stati in grado di gestire adeguatamente le vostre emozioni? Perché condizionano le nostre scelte? Come si manifestano?
Nel definire le emozioni, le teorie classiche pongono l’accento sulle reazioni somatiche.
Secondo la teoria di James-Lange (1884), l’emozione traduce la risposta alle modificazioni fisiologiche che si verificano all’interno dell’organismo. In particolare, William James ha suggerito che le emozioni sono le percezioni dei cambiamenti fisiologici provocati da particolari stimoli; pertanto si è tristi perché si piange, e non viceversa.
Le emozioni forti sono strettamente legate all’attivazione dei muscoli scheletrici e al sistema nervoso autonomo, tant’è vero che alcune  espressioni linguistiche sottolineano tale relazione : “tremare per la paura”, “arrossire per la vergogna”, “avere fegato”.
Le emozioni sono sempre accompagnate da cambiamenti endocrini. La teoria degli umori ha origini antichissime e si esprime attraverso termini usati anche per descrivere le emozioni: bilioso, flemmatico, sanguigno etc.
Secondo Daniel Goleman, ogni emozione ci predispone all’azione in modo caratteristico; ciascuna di esse ci orienta in una direzione già rivelatasi proficua per superare le sfide ricorrenti della vita umana: situazioni esterne che si ripetono infinite volte nella nostra storia evolutiva.
Il valore del nostro repertorio emozionale ai fini della sopravvivenza trova conferma nel suo imprimersi nel nostro sistema nervoso come bagaglio comportamentale innato.
Tutte le emozioni sono,essenzialmente, impulsi ad agire.
Infatti,la radice stessa della parola emozione è il verbo latino MOVEO, cioè “muovere”, con l’aggiunta del prefisso “e-” (“movimento da”), per indicare che in ogni emozione è implicita una tendenza ad agire.
Le emozioni sono preziose alleate : ci precedono, ci accompagnano, ci seguono nelle diverse attività quotidiane, ci servono a comprendere meglio il senso del vivere. Le emozioni svolgono importanti funzioni. Ma quali sono?

Psicomachia

  • Le emozioni segnalano l’esistenza di pericoli fisici o psichici da cui bisogna difendersi o con l’attacco o con la fuga.

Quando siamo in collera, il sangue affluisce alle mani e questo rende più facile afferrare un’arma, la frequenza cardiaca aumenta e una scarica di ormoni, fra i quali l’adrenalina, genera un impulso di energia abbastanza forte da permettere un’azione vigorosa.
Se abbiamo paura,invece, il sangue fluisce verso i grandi muscoli scheletrici, ad esempio quelli delle gambe, rendendo così più facile la fuga. Allo stesso tempo però, il corpo si immobilizza, anche solo per un momento, per valutare se non convenga nascondersi.

  • Le emozioni consentono di ripensare e rivalutare,nel presente, le esperienze del passato.

La tristezza ha la funzione fondamentale di farci adeguare ad una perdita significativa. Essa comporta una caduta di energia e di entusiasmo verso le attività della vita e quando diviene più profonda e si avvicina alla depressione, ha l’effetto di rallentare il metabolismo. La chiusura in se stessi che accompagna la tristezza ci dà l’opportunità di elaborare il lutto, di comprendere le conseguenze di tali eventi, e quando le energie ritornano, di essere pronti per nuovi progetti.Luca Torzolini - Emotion 3

  • Le emozioni orientano e guidano pensieri e comportamenti.

Nella sorpresa il sollevamento delle sopracciglia consente di avere una visuale più ampia e di fa arrivare più luce alla retina. Questo permette di raccogliere un maggior numero di informazioni sull’evento inatteso,contribuendo alla sua comprensione e facilitando la rapida formulazione del piano d’azione.
In tutto il mondo l’espressione del disgusto è la stessa e invia il medesimo messaggio : qualcosa offende il gusto o l’olfatto, anche metaforicamente. Come già aveva osservato Darwin, l’espressione facciale del disgusto – il labbro superiore sollevato lateralmente mentre il naso accenna ad arricciarsi – indica il tentativo primordiale di chiudere le narici colpite da un odore nocivo o di sputare un cibo velenoso.

Luca Torzolini - Emotion 2

  • Le emozioni contribuiscono a creare,mantenere o sciogliere legami affettivi.

Nella felicità, uno dei principali cambiamenti biologici sta nella maggiore attività di un centro cerebrale che inibisce i sentimenti negativi e aumenta la disponibilità di energia, insieme all’inibizione dei centri che generano pensieri angosciosi. Questo stato offre all’organismo un generale riposo, e lo rende non solo disponibile ed entusiasta nei riguardi di un qualunque compito esso debba intraprendere, ma anche pronto a battersi per gli obiettivi più diversi.
L’amore, i sentimenti di tenerezza e la soddisfazione sessuale comportano il risveglio del sistema parasimpatico: si tratta della mobilitazione opposta a quella che abbiamo visto nella reazione di fuga tipica della collera o della paura. La modalità parasimpatica si avvale di un insieme di reazioni che inducono uno stato generale di calma e soddisfazione tale da facilitare la cooperazione.
Nel nostro repertorio, ogni emozione ha un ruolo unico e vitale, rivelato dalle sue caratteristiche biologiche distintive.
Tomkins e Plutchick, rifacendosi direttamente alla teoria di Charles Darwin, ritengono che le emozioni siano strettamente associate alla realizzazione di scopi universali, connessi con la sopravvivenza dell’essere umano come, per esempio, la fuga per la protezione di sé in relazione alla paura; l’accoppiarsi per la riproduzione in relazione all’amore.
Nell’approccio psicoevoluzionistico invece, le emozioni primarie sono descritte come processi neurofisiologici unitari e precodificato, geneticamente predeterminati, che non possono essere scomposti e che non possono essere modificati una volta attivati.
Le emozioni hanno un’insorgenza rapida e una durata breve; esse sarebbero, quindi, degli accadimenti involontari “non richiesti” che succedono nella vita dell’individuo, ma che non possono essere né scelti né regolati.