di Luca Torzolini


Il libro dell’inqiuetudineI pensieri, le parole, l’anima di un grande poeta.
Il libro dell’inquietudine fu scritto in forma di brevi frammenti durante quasi tutta la vita letteraria dello scrittore. Uno “zibaldone” dell’anima, il testamento sensibile di Fernando Pessoa.
Una “Autobiografia senza fatti”, raccontata dal contabile Bernardo Soares (maestro degli eteronimi), il quale lavora in un ufficio al quarto piano di Rua dos Douradores, nella Baixa di Lisbona.
Malinconico, triste, lirico, intelligente, consapevole: il libro valuta l’inutilità della vita vissuta come sogno. La profonda sensibilità dell’autore descrive tutte le fasi della vita: analizza lo stato delle cose e la singolare e fittizia successione degli eventi. L’inutilità dell’agire, i pregi dell’indifferenza: una valutazione complessa dei meccanismi che rendono gli esseri umani simili a marionette in balia delle emozioni e dei fattori esterni.
Affondando nelle parole potrete scandagliare le viscere dei cinque sensi: l’inquietudine è ripetitiva, insistente, affonda le sue radici fuori e dentro di noi in una visione lucida e distaccata della realtà, ma pregna del ciclonico moto interiore che governa un uomo di pensiero.
Un viaggio nelle contraddizioni che si trasformano in affermazioni dell’ego, nella realtà esterna così vacua e evanescente rispetto all’interiorità. Chi si intende di letteratura non può fare a meno di leggerlo: frammentario ma coerente, visionario ma logico.
L’uso della parola è esaltato per raggiungere i massimi gradi dell’espressione filosofica, dalla radice alla desinenza c’è uno studio millimetrico, a volte ossessivo, che porta l’autore a idolatrare la propria lingua fino ad una delle sue frasi più famose: “La mia patria è la lingua portoghese”.
Affonderete, ve l’assicuro e non ci sarà nessuna scialuppa di salvataggio. Vi potrà trarre in salvo solo la «banale singolarità».
Uno scrittore di non facile lettura, per pochi eletti. Un testo che urla a gran voce una continua rilettura, come tutti i libri che valgono davvero.