di Boris Kaspovitz


GomorraPrima di entrare al cinema e vedere il Film, ero molto critico riguardo l’operazione commerciale Gomorra. Il film è, come tutti sanno, liberamente ispirato al best seller di Roberto Saviano, che ha venduto, a tutt’oggi, un milione e quattrocentomila copie. Ero convinto che questo Film sarebbe stata l’ennesima trasposizione mal riuscita e invece mi sono trovato di fronte a un capolavoro. Matteo Garrone dirige un lungometraggio spietato, senza mezzi termini, che parla di Napoli, di Camorra, ma non solo. Il Film narra di storie di vita e di come l’ambiente circostante possa condizionare la vita di chi nasce e vive in un quartiere malfamato di Napoli.
Gomorra è un film narrato in maniera documentaristica, che mostra in maniera cruda le azioni di un gruppo di persone coinvolte, volenti o nolenti, nelle azioni della camorra. Ci troviamo nel quartiere Le Vele di Scampia, uno dei posti a più alto tasso delinquenziale di Napoli. Non svelerò nulla della trama del Film che, comunque, si ispira ovviamente alle vicende narrate dal libro di Saviano. Gomorra riscritto per lo schermo, grazie a ottime intuizioni, risulta più godibile del romanzo e diventa una sceneggiatura solida, così razionale che non sembra tratta da un libro ma sembra creata appositamente per il grande schermo.
Ottimi gli attori. Toni Servillo è grande e lo conoscevamo già. Gli interpreti presi dalla gente del posto sono stupefacenti, quasi tutti alla prima esperienza, risultano assolutamente credibili e, a tratti, magistralmente convincenti.
Lo stile di regia è freddo, distante; Gomorra per numerose ragioni ricorda i film nordeuropei contemporanei della cold cinematography (la cinematografia fredda): camera che non si sente; narrazione documentaristica; fotografia non invasiva; catarsi recitativa e tematiche attuali.
Matteo Garrone è un regista bravo, lo aveva già dimostrato con L’imbalsamatore, ma in questo film alza il livello dei suoi lavori precedenti e crea un’Opera immortale, dal respiro internazionale e amato dalla critica (infatti ha ricevuto il Gran Premio della Giuria a Cannes). Anche il pubblico ha gradito Gomorra e il film ha incassato parecchio (dato prevedibile) e questo è un elemento positivo per il cinema d’autore italiano.