di Luca Torzolini


Far finta di essere saniIl signor Gaberskic (Giorgio Gaber) è stato uno straordinario attore di teatro, “il burattinaio di Pinocchio” secondo Dario Fò, e uno fra i più grandi cantautori della storia italiana. Unico nel suo genere, l’artista mescola nella produzione delle sue opere, l’abilità classica del cantautore e la performance teatrale, con intonazioni, timbri, ritmi e pause che si inseriscono nella canzone quasi a fargli prendere vita, come se non fosse solo voce e musica, ma anche gesti, espressione, azione.
Far finta di essere sani, uno degli album che segnano maggiormente la carriera dell’artista, racchiude lo spirito di polemica gaberiana contro l’uomo e la società moderna. Album risalente ai primi anni ’70, si rivela incredibilmente attuale, descrivendo l’essere umano perso in una crisi esistenziale, sintomo di una società insensibile e incoerente.
Pur non risalendo ad un concept, l’escursus presenta comunque un tema di fondo, una sorta di filo conduttore che lega la maggior parte dei brani. È un album che tratta, da vari punti di vista, la crisi dell’individuo moderno. Alienazione, stress, insoddisfazione e incapacità di percepire l’Io. L’uomo è costretto a indossare una maschera di perenne soddisfazione, a fingere sempre nei rapporti con gli altri, a coltivare interessi e svaghi sempre nuovi, in modo da riuscire a nascondere a sé stesso e al prossimo il senso opprimente della propria inutilità.