Eliogabalo, col sostegno della madre, Giulia Soemia, e della nonna materna, Giulia Mesa, venne acclamato imperatore dalle truppe orientali, in opposizione all’imperatore Macrino, all’età di quattordici anni. Il regno di Eliogabalo fu fortemente segnato dal suo tentativo di importare il culto solare di Emesa a Roma e dall’opposizione che ebbe questa politica religiosa. Il giovane imperatore siriano, infatti, sovvertì le tradizioni religiose romane, sostituendo a Giove, signore del pantheon romano, la nuova divinità solare del Sol Invictus, che aveva gli stessi attributi del dio solare di Emesa; contrasse anche, in qualità di gran sacerdote di Sol Invictus, un matrimonio con una vergine vestale, che nelle sue intenzione sarebbe dovuto essere il matrimonio tra il proprio dio e Vesta. Il popolo di Roma, il Senato romano e la guardia pretoriana non gradirono neanche la sua promiscuità sessuale, non atipica nella cultura orientale, ma di sicuro fuori luogo a Roma: Eliogabalo si sposò infatti cinque volte, persino con un auriga di cui si vantava di essere la moglie, e si racconta si prostituisse all’interno del palazzo imperiale. A causa dell’opposizione che sorse contro di lui, Eliogabalo venne assassinato dalla guardia pretoriana e sostituito dal cugino Alessandro Severo.

Questa è l’ossatura del soggetto dell’ultimo romanzo storico di Carlo D’Urso, uscito per i tipi di Arbor Sapientiae (Roma).
Romanzo forse non è il termine più appropriato! L’autore per seguire le sinergie fisiche e morali del protagonista ha tradotto le fonti coeve (Erodiano ed Elio Lampridio) nel chiaro intento di volerle trascendere dal loro valore cronistico, affinché fossero plasmate completamente nella prosa distesa.
Il linguaggio è pervaso in gran parte da prosa poetica e da continui rimandi al pensiero intimo e al soliloquio…
Lontano dalla forma e dall’intenzione di voler comporre un vacuo lungo racconto storico e e/o divulgativo, il tentativo effettuato è stato quello di sondare un animo pagano, d’un fanciullo astratto… attraverso una martellante sequela di coreografie imperiali: palazzi, arredi, ludes, libidini, ipocrisie, numi, virtù pagane, furore inconscio…

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