di Francesco Bellagamba


Chinese DemocracyDopo dieci anni di false partenze, apparizioni e sparizioni, finalmente l’ ultima fatica discografica dei Guns N’ Roses viene alla luce.
Il sipario si apre con il brano che da’ il titolo al disco: Chinese Democracy è una rentrée in grande stile con un lungo intro intercalato da colpi minacciosi di batteria, che lasciano subito il posto alle fragorose e funamboliche chitarre di Rhon Thal, virtuoso come non mai  e a uno degli interminabili vocalizzi “scream” che hanno reso Axl famoso.
Shackler’s revenge, ricorda i Sister Of Mercy e persino i Metallica di Load, una canzone cupa e aggressiva dal ritmo incalzante che si evolve progressivamente in pieno stile Guns; Better è una ballad : il brano diventa gradualmente tumultuoso e nel ritornello riconosciamo ambientazioni passate. Streets of dreams è uno dei piatti forti : il pianoforte e la voce di Axl fanno di questo brano la punta di diamante dell’intero album. Catcher in the rye, Scraped e IRS sono puro rock massiccio stile 90’s This I love, interpretata in maniera magistrale da Axl Rose, si candida a diventare uno dei nuovi classici del calibro di Don’t cry e November rain. Prostitute chiude in bellezza la tracklist. Una canzone che contiene tutti gli ingredienti tipici dei GNR incrementati dalle spettacolari doti tecniche del chitarrista Rhon Thal, anni luce avanti rispetto all’ obsoleto sound di Slash.
Un ottimo lavoro dunque, dove vecchie influenze e inedite sonorita’ si fondono generando un sound unico.