di Luca Torzolini

foto di Luisa D’Aurizio

Si è svolto con successo di pubblico e di critica, nei giorni 24 e 25 Marzo presso l’Aurum di Pescara, l’evento ‘Ceremony for Sciolè. Sussidiario Antilogico di un Antiartista’. Patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, la due giorni ha celebrato i 25 anni di attività nel mondo dell’arte di Flavio Sciolè: artista riconosciuto a livello internazionale è uno sperimentatore del cinema, delle performances, del teatro di ricerca (fondatore di Teatro Ateo) e della poesia. Nelle due giornate di Ceremony sono stati proiettati 100 video di Flavio Sciolè, per un totale di oltre 10 ore di proiezione, con 33 prime visioni.

Silvia Moretta, curatrice dell’evento, spiega: ‘L’azione è parte fondante della videoarte di Flavio Sciolè, dei cortometraggi e dei lavori cinematografici, che dirige e interpreta. Attraverso una poetica antinarrativa e dissacratoria, attivamente decadente, dominata da un atteggiamento iconoclasta, l’estetica di Sciolè si nutre di sozzura, alterazione e ossessione, mescolando oggetti che diventano simboli, comportamenti o elementi che convenzionalmente ci aspetteremmo separati, distanti’. I video hanno spaziato nelle varie zone attraversate dall’artista: dai cicli “Beat” noti a livello internazionale, ad i video storicizzati “Kristo 33”, “Giuda”, “Delirium” e “Aman4aman”. Sono stati proiettati 4 documentari, dei ritratti di: Dan Fante, Alberto Grifi (di cui ricorre il decennale dalla scomparsa), Renato Polselli e Romano Scavolini. L’installazione inedita “Dell’Arte Morta o Della Morte dell’Arte” completava il complesso progetto. Dice Sciolè: “ In una stanza giace un artista. Viene rinvenuta l’Arte, ciò che ne rimane. La distanza che ormai c’è tra l’uomo e l’arte pura è abissale, incolmabile. Solo la morte può restituire la reale cognizione dell’agire artistico. L’installazione vuole essere un monito, un avvertimento ma anche una speranza: nessuno deve più patire nel voler creare. Bisogna, ancora una volta, abbattere i muri, superare i confini. Lo sconfinare ci permette di entrare in un mondo ideale che sarebbe bello trasferire nella realtà ”. Alla presentazione hanno partecipato l’assessore alla cultura Giovanni Di Iacovo ed il giornalista Maurizio Di Fazio. Di recente l’artista è stato ospite dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila che gli ha dedicato un seminario dal titolo “Di Sciolè o del Teatro Rimosso: vita, antiarte e miracoli intorno a Teatro Ateo” condotto dai proff. Marcello Gallucci e Carlo Nannicola. Conclude Sciolè: ‘Bisogna riappropriarsi della cultura, masticarla, ingoiarla, farne pane quotidiano. Solo così usciremo da questo tempo buio, da questa notte della repubblica in cui l’ignoranza regna sovrana”. A corredo delle proiezioni, c’era un’esposizione di ritratti di Sciolè, scatti dei fotografi: Chiara Francesca Cirillo, Fabiana Appicciafuoco, Emanuele Vagni. La Kutmusic, label pescarese capitanata da Nicola Battista, nei giorni dell’evento ha rilasciato su SoundCloud alcuni rari pezzi di Sciolè tratti dal proprio archivio.