Chiacchere su Dalla (1980)

“Dalla” è il nome dell'album e anche questo sembra avere un senso. Appare come un imperativo rivolto all’ascoltatore, "DALLA!". Ma dare cosa? Dare la vita a se stessa. Farla tornare alla sua purezza primitiva, poiché nel conciso spazio dell’esistenza non c'è tempo per tentennamenti.

Carnaval (1835) – Robert Schumann

“Da un punto di vista superiore, la storia del genere umano può ben apparire come nient’altro che un lungo ballo mascherato”, scriveva Jean Paul nelle ultime pagine del Flegeljahre. E indubbiamente il Carnaval op. 9 di Schumann incarna alla perfezione questo passo

Himalayan Necromantia (2007) – Eight Hands for Kali

In questa unica traccia, di 55:22 minuti, ci schiantiamo contro un muro di suoni che risvegliano i nostri demoni più reconditi. Veniamo catapultati in un incubo, scandito da una batteria lenta ed inesorabile, in cui un riff infinito di basso e chitarra si insinua dentro di noi senza chiedere il permesso

Vertigo (2004) – John 5

Primo album da solista per l’ex chitarrista di Marilyn Manson, Vertigo ci presenta 13 tracce strumentali, alternando i generi che hanno maggiormente influenzato la carriera di John 5.

The Black Album (1991) – Metallica

Metallica (1991), il quinto lavoro in studio della band omonima (informalmente conosciuto come The Black Album per la copertina) è, nel bene o nel male, il disco (c’è chi lo definisce “metal”, chi “hard rock”) più venduto delle ultime tre decadi.

Notre-Dame de Paris (1998) – Riccardo Cocciante

È il poeta Gringoire il primo a cantare, annunciandoci che stiamo per vivere Il tempo delle cattedrali, quello in cui l’uomo elevò “le sue torri con le sue mani popolari” e cantò l’amore e gli ideali. È il tempo in cui “la scrittura è architettura”. E sullo sfondo, ovviamente, c’è Notre-Dame, la cattedrale per eccellenza

L.A.M.F. (1977) – Johnny Thunders & The Heartbreakers

Punk newyorkese, cioè euforia rock’n’roll nella sua versione più monolitica ed avvinazzata, unita all’esplicita consapevolezza del proprio destino di perdenti: L.A.M.F. riesce a condensare tutta la magica energia dei suoi autori e diventa un classico dei classici della musica che più ci piace.

The Wall (1979) – Pink Floyd

La genesi di quello che, a giudizio di chi scrive, rappresenta il miglior album dei Pink Floyd è da ricercare nel senso di colpa del suo autore per uno sputo dato in pieno volto a un fan, durante il tour di Animal (1977)... Ma questa è pura aneddotica. Il concept ruota attorno Pink, figura che attinge dall’immaginario del rocker schivo e maledetto: una stella sull’orlo del collasso.

Unceasingly (2009) – Dubzoic

Nata come sottogenere del reggae, la musica dub deve il suo nome alla pratica del dubbing instrumental, una versione ritmica di brani reggae inclusi nei b-side dei singoli in formato 45 giri; in seguito divenne un vero e proprio stile accettato e sperimentato dagli ingegneri del suono per creare delle nuove varianti con i loro mixer.

Quadri da un’esposizione (1873) – Modest Musorgskij

Soltanto un genio visionario poteva comporre un’opera simile. Non è possibile rappresentare in musica le sensazioni provate guardando una mostra di quadri che descrive le sensazioni del pittore. Tuttavia, Modest Musorgskij, è riuscito nell’impresa in modo magistrale. La struttura dell’opera è semplice quanto geniale: i quadri vivono, Via Crucis inframmezzata da “Promenade” (dal francese “passeggiate”).

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