Il settimo sigillo (1957) – Ingmar Bergman

“Perché non è possibile cogliere Dio con i propri sensi? Per quale ragione si nasconde tra mille e mille promesse e preghiere sussurrate e incomprensibili miracoli? Perché io dovrei avere fede nella fede degli altri?” Antonius Block, di ritorno dalla Terra Santa, viene accolto da una Danimarca devastata dalla peste e si pone questi interrogativi quando, sulla spiaggia, incontra la Morte.

Zodiac (2006) – David Fincher

Originale rievocazione dell’assassino seriale che terrorizzò la San Francisco Bay a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, piuttosto che il parto ben riuscito di uno dei più contraddittori artisti/artigiani hollywoodiani, Zodiac è una sobria e onesta decostruzione di un genere ad alta spettacolarizzazione

Niente da nascondere (2005) – Michael Haneke

Che ci sia proprio il cinema dietro quelle videocassette anonime minacciosamente recapitate a Georges Laurent (Daniel Auteuil) non parve ipotesi peregrina nemmeno a Roberto Escobar (“niente è vietato alla sua onnipotenza, nell’universo separato che è ogni film”).

La sottile linea rossa (1998) – Terrence Malick

Dopo vent'anni da I giorni del cielo (1978) e venticinque da La rabbia giovane (1973), Terrence Malick torna sul grande schermo con il suo capolavoro definitivo, secondo il parere di chi scrive.

Il petroliere (2007) – Paul Thomas Anderson

Sulla scia di Oil! (1927) di Upton Sinclair, in There will be blood (titolo originale certo più convincente de Il petroliere), capolavoro visionario di abbagliante bellezza figurativa, è raccontata l’ascesa (e, si badi bene, non la caduta) di Daniel Plainview, spregiudicato cercatore d’oro nero interpretato da un grandioso Daniel Day Lewis.

An American Pastoral (1969) – Paul Ferrara

In effetti, si tratta di un film sperimentale, stilisticamente all’avanguardia (largo uso di teleobiettivo e jump cut) e narrativamente ambiguo: nonostante possa essere considerato il viaggio di un vagabondo dal deserto alla città, metaforicamente interpretabile come il viaggio dell’eroe/sciamano

Gran Torino (2008) – Clint Eastwood

Clint Eastwood è un racconta-storie con denominatore comune: la sua grande passione per il cinema (il nome Kowalski è preso in prestito a Marlon Brando in Un tram che si chiama desiderio). Il “pistolero” Kowalski, diventa un bersaglio – almeno per la prima mezz’ora – per benpensanti e buonisti.

C’era una volta in America (1984) – Sergio Leone

Se mai dovessimo scegliere un’opera cinematografica in grado di rappresentare e celebrare ogni sfaccettatura della straordinaria e complessa esistenza di noi esseri umani, non potremmo che optare per C’era una volta in America.

71 frammenti di una cronologia del caso (1997) – Michael Haneke

Il telegiornale racconta la guerra in Somalia, in Serbia; ci mostra immagini di attentati curdi; ci parla di Michael Jackson e delle accuse di pedofilia a suo carico. In mezzo, la vicenda di un ragazzo che, senza un apparente motivo, fa irruzione in una banca e spara alla cieca sui clienti. In 71 frammenti di una cronologia del caso Michael Haneke ripercorre le vite delle vittime e le vicende che hanno portato il ragazzo a compiere il folle gesto.

The addiction (1995) – Abel Ferrara

La stundentessa di filosofia Kathleen è pervasa dal desiderio di conoscere il male insito nelle persone. Una sera viene trascinata in un vicolo di New York da una vampira che la morde trasformandola a sua volta. Qualche tempo dopo avverà l'incontro con un altro succhiatore di sangue che le insegnerà come controllarsi amalgamandosi con la gente "normale", ma riuscirà ad astenersi solo per poco tempo.

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