Una voce fuori dal coro UDEDI e le etichette di musica indie

UDEDI (unione delle etichette indipendenti) ha suscitato il nostro interesse soprattutto in merito al fatto che conoscendo abbastanza bene il nostro territorio ci è sembrata un'entità innovativa. Abbiamo incontrato il suo fondatore, Stefano Lelii, e ci siamo fatti spiegare cosa si nasconde dietro questo nome. La UDEDI è una sorta di contenitore dove vengono gestite e cooperate le etichette che sono al suo interno.

Lettera di un povero pazzo

No, io il My space non l’avrò mai. No. Neanche per sogno. Perché? Perché mi vergogno. Sì, mi vergogno. Mi vergogno di far vedere a tutti la mia foto. E non voglio scrivere in una tabella i miei gruppi preferiti, perché prima voglio che qualcuno mi chieda quali siano. E le foto dei miei amici non voglio farvele vedere, perché sono tutti brutti.

Nicolaj Vasil’Evic Gogol’

Completati gli studi in Ucraina, nella sua patria natale, l’autore partì alla volta di Pietroburgo in cerca d’un impiego. Ma gli guastò l’arrivo nella capitale un forte raffreddore, ancor più fastidioso perché, avendo la punta del naso gelata, non la sentiva. Così, subito trecentocinquanta rubli se ne andarono in vestiti nuovi: tale è almeno la cifra riportata in una delle sue rispettose lettere alla madre.

D’Annunzio: la cronaca al servizio dell’arte

Un giorno, cadendo da cavallo, Gabriele D’Annunzio scoprì l’importanza della stampa. Era a quel tempo poco più di un brillante esordiente e qualcuno “per malignità o per errore” sparse la voce della sua morte: quasi tutti i giornali portarono articoli necrologici sul giovanissimo poeta che la morte aveva colpito nel primo fiore delle speranze. La brutta notizia fu smentita; ma restò la glorificazione funebre.

La fine di Luigi

Una sperduta villa in campagna senza numero civico o cognome, non curata e con un alone di mistero che la culla. Superato il giardino zeppo di ortiche ed erbacce arrivo al portone, cerco invano il campanello e finisco a battere le nocche sul legno. Interminabili minuti corrono mentre osservo polvere e ragnatele ; finalmente, dopo qualche istante, uno stridio conferma che l’abitazione non è così abbandonata come sembra.

Er caffettiere fisolofo: Giuseppe Gioacchino Belli

Tra le poche vette che emergono nel paesaggio collinoso della poesia italiana dell’età romantica, si stagliano quelle rappresentate dall’opera di Carlo Porta e Giuseppe Gioacchino Belli a significare, almeno per il secondo, «un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma».

Teatri di pixel Lo spettacolo digitale

Lo spettacolo digitale ha cannibalizzato le altre forme di spettacolo. L’ibridazione è il risultato della fusione dei linguaggi e dei codici “nuovi”. La narrazione è stata frantumata in eventi; la rottura della linearità è la risposta alla coscienza del soggetto “non lineare”.

Dal suprematismo all’arte sonora: dove finiscono gli oggetti?

Nel passaggio dal 1800 al 1900 si verificò nell’arte l’abbandono del reale e del naturale. Tale processo prese piede già decenni prima quando l’impressionismo o il divisionismo iniziarono a frazionare l’immagine tramite macchie o punti di colore, tuttavia queste tendenze rimasero fortemente attaccate alla componente realistica e alla soggettività dell’artista.

Le mutazioni genebytiche

Punto di contatto fra il gene comune e il gene videoludico è la comune forma di selezione naturale: il primo si adatta all’ambiente, il secondo all’interesse del pubblico. E come i geni comuni, anche quelli videoludici lottano, si fagocitano o cooperano per raggiungere nuove strategie evolutivamente stabili.

Nascita della prigione Sorvegliare e punire

La prigione, spiega Michel Foucault, è la zona più buia entro l’apparato della giustizia, è il luogo dove il potere di punire organizza silenziosamente un campo di oggettività in cui il castigo potrà funzionare in piena luce terapeutica e la sentenza s’inserirà tra i discorsi del sapere.

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