di Marco Sigismondi


Black iceAustralia, fine anni ’70, un ragazzo di origine scozzese in pantaloncini corti, giacca, camicia e zaino sulle spalle salta di tavolo in tavolo con la sua chitarra suonandola come un posseduto. Canada 2008, quello stesso ragazzo, insieme alla sua band registra il quindicesimo album della blues-rock band più potente di sempre. Difficile parlare di un album degli AC/DC, soprattutto quando sei consapevole che le prime note strimpellate su una chitarra fossero proprio quelle di una loro canzone, Hard as a rock. E ripensando a quel primo approccio col rock, eccoli gli AC/DC, ed ecco Black Ice, semplicemente “duro come una roccia”. Gli AC/DC non deludono, come al solito; suonano il loro fottuto rock and roll e vanno avanti. Ora non aspettatevi che vi citi qualche hits di questo album; è un disco lineare, da mettere nello stereo e mandare giù come un pugno in faccia. Bene, se conoscete gli AC/DC sapete cosa aspettarvi, se non non avete mai sentito nemmeno una loro canzone, beh, allora chiudete immediatamente questo giornale e correte a comprarvi un loro cd. Io rimarrò qui ad attendere che torniate per ringraziarmi. Naturalmente, ascoltando il mio Black Ice.