di Hanry Menphis

La puzza del mio cervello in decomposizione impregna la carta da parati
cellule cerebrali affogate in lacrime dense di rabbia
pensieri ucronici riempiono le assurde giornate piegate su loro stesse.
Guardo gli altri: scimmie in amore. Io iena in gabbia.
 
Animale che provoca disgusto, nessuno si ferma a guardare
si tira dritto cercando di non sentire l’odore della merda
e con il passare del tempo e di persone riesco solo ad odiare
me stesso per primo, che ogni occasione mando a puttane.
 
Nessuno. E’ la figura che più mi si addice.
Ventiquattr’ore di nulla che si ripetono senza sosta
una ferita sulla quale non cresce neanche più la crosta
non ho nemmeno più voglia di indossare la mia maschera color morte.
 
Vittima. Della mia stessa inutilità, uno zero
senza distinguere il falso dal vero
semplicemente faccio finta
aspettando che sia finita.
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