di Walter Zenobi

(dott. in Igiene Dentale)


Prevenzione: adozione di una serie di provvedimenti per cautelarsi da un male futuro. Il risultato emergente da studi commissionati nel 2005 dal Ministro della Salute al Centro di Collaborazione dell’OMS dimostra che i bambini italiani di quattro anni, nell’80% dei casi, hanno denti e gengive sane, ma a 12 anni la percentuale di sani si riduce al 50%. Associando la definizione del vocabolario di “prevenzione” al risultato di tali studi, noteremo che, o la definizione di prevenzione è errata, o più realisticamente che nel mondo odontoiatrico italiano la prevenzione è ancora un tabù. La mancanza di un adeguato Servizio Sanitario Nazionale a livello odontoiatrico (ma non solo odontoiatrico!) obbliga gran parte della popolazione nazionale a terapie odontoiatriche in ambito privato. E che dire del mancato impiego di figure professionali che promuovano la salute orale nelle scuole? La mancanza, dal punto di vista normativo, di pene che possano arrestare il dilagante fenomeno dell’abusivismo odontoiatrico (si stimano circa ventimila esercenti abusivi della professione odontoiatrica in Italia) incide non solo sulla salute dei pazienti, ma anche sui tanti professionisti che, lavorando onestamente, non possono essere “competitivi” dal punto di vista economico. Al tempo stesso diverse potrebbero essere le domande provocatorie da rivolgere ai lettori: “Chi è l’igienista dentale?” “Quanto tempo al giorno dedica alla sua igiene orale?” “Quanto spende in sigarette e quanto per la sua salute?” Queste, e molte altre purtroppo, potrebbero essere le domande che emergerebbero da un’attenta analisi del problema; individuare le “ cause” e i “colpevoli” di tutto ciò non sarebbe certamente facile e, se volessimo farlo in queste poche righe, non sarebbe edificante per nessuno: equivarrebbe a buttare nel calderone diverse problematiche riguardanti l’argomento, mentre tutte meriterebbero di essere analizzate a fondo e nessuna potrebbe prevalere sull’altra. Con la speranza di aver lanciato una provocazione/ riflessione, vediamo cosa si deve fare nella vita di tutti i giorni per prendersi cura della propria salute. Prima di tutto non ricordarsi di andare dal dentista solo quando si presenta il problema, e questo vale per tutti i campi della medicina; intercettare prematuramente una patologia è spesso la chiave del successo. La prevenzione è, per il momento, l’arma più importante di cui il professionista dispone per la sua disposizione: intervenire precocemente vuol dire non solo limitare i danni alla salute, ma anche alle nostre tasche. Quindi, prima di tutto, recarsi dal dentista almeno ogni sei mesi, per fare visite di controllo e sottoporsi a sedute d’igiene orale professionale; è stato ormai da tempo dimostrato scientificamente che, alla base dell’eziopatogenesi delle lesioni cariose, così come di fenomeni flogistici a carico della gengiva e del parodonto, giochi un ruolo principe la presenza della placca batterica che quotidianamente colonizza il cavo orale, già poche ore dopo la seduta di detrartrasi. Da qui è semplice evincere quanto sia fondamentale non tralasciare mai l’igiene orale domiciliare, poiché la sola professionale sarebbe del tutto inefficace. Lavare i denti dopo i pasti principali per “almeno” due minuti, pulire gli spazi interdentali con il filo o lo scovolino, cambiare lo spazzolino almeno ogni due mesi e ricordarsi di spazzolare bene anche la lingua; ricordiamo inoltre che non esistono dentifrici o collutori “miracolosi” e che, se c’è un prodotto che la pubblicità non ha ancora pompato ed ha del miracoloso, quello è “l’olio di gomito”. Infine seguire una dieta bilanciata è fondamentale, non solo per la salute orale. La mancanza di vitamine e minerali rende l’organismo meno resistente agli attacchi dei batteri; le proteine sono importanti per la crescita e la guarigione dei tessuti, mentre i carboidrati sono la principale fonte d’energia dell’organismo: per questo una dieta sana prevede un’alimentazione varia, povera di zuccheri a grassi, ricca di vitamine, proteine e minerali. Attenzione particolare va riservata ai carboidrati, primi promotori della carie. Ogni volta che li ingeriamo, gli zuccheri sono metabolizzati dai microrganismi della placca, con una produzione di acido lattico responsabile della caduta del pH salivare a valori tali da provocare la demineralizzazione dello smalto per circa venti minuti. Tornati a valori normali, grazie alla saliva, si ha un processo di ricalcificazione; se il consumo di cibi cariogeni avviene a intervalli frequenti, il processo s’interrompe e il pH acido facilita la formazione del processo carioso; gli accorgimenti da adottare saranno i seguenti: evitare di mangiare dolci fuori pasto, masticare cibi consistenti per autodetergere i denti, spazzolare adeguatamente i denti dopo aver mangiato, ma se questo non è possibile masticare una gomma senza zucchero per venti minuti, dopo i pasti, per aumentare il flusso salivare.