di Cesare del Ferro


A night at  the operaEra doveroso, riportare alla mente di tutti gli amanti della musica un album che rappresenta uno dei pilastri della storia del rock per molti (compreso il sottoscritto).
Pubblicato dalla EMI nel ’75, il quarto disco dei Queen, forse il più significativo per la nota band inglese, riesce a conquistare ben 4 dischi di platino; grazie anche alla presenza di un certo Freddie Mercury che con il suo timbro vocale riusciva ad avere un estensione pari a 3 ottave senza l’uso del falsetto. Brian May, John Deacon e Roger Taylor contribuiscono a contornare il disco di sonorità dal tono rock psichedelico come Death On Two Legs; I’m in love with my car e Sweet lady insieme alla famosissima Bohemian Rhapsody, The Prophet’s Song e God Save the Queen sono l’essenza piena dell’hard rock che continuava a caratterizzare quegli anni.
Tralasciando le altre canzoni che meritano l’ascolto per essere meglio comprese piuttosto che una descrizione, vi ricordo che A Night At The Opera non è il classico album rock che MTV ci propone con i suoi video o spot pubblicitari. Al contrario rappresenta l’anima della sperimentazione non solo per il carattere musicale ma anche per quello strumentale (sono usati per la prima volta strumenti quali ukulele, contrabbasso e arpa); insomma concetti creativi che forse non troveremo più nelle band musicali di oggi perché troppo incentrate a guadagnare piuttosto che lavorare con passione.