di Aurora Di Girolamo

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Come scrivono le email un tedesco, un cinese e un sudafricano?
Direte voi, ovvio come faccio io!
Avete ragione, in parte. E vi spiego perché.
Tra i neologismi creati in questo nuovo millennio c’è la parola “netiquette” che fonde la sempiterna “etichetta” con il net, la rete, l’universo in cui i rapporti umani di questa nuova era prolificano e si consolidano.
È pur vero che l’email, alias posta elettronica, nasce con l’intento di essere un mezzo di comunicazione standard, automatico e veloce. Ma ciò che non viene mai meno, in nessuna forma di comunicazione, è il background culturale degli interlocutori.
Facciamo un giro fra i vari continenti e vediamo insieme come la pensano gli altri paesi del mondo riguardo a cosa fare e cosa evitare quando si scrive un’email.
Europa I tedeschi scrivono email molto formali ma nello stesso tempo sintetiche e dirette. In Germania è molto importante far precedere, al nome del proprio interlocutore, l’appellativo Frau (Sig.ra) o Herr (Sig.).
Gli scandinavi amano i messaggi brevi ma spesso scelgono un tono confidenziale, rilassato, easy-going come direbbero gli anglosassoni.
Contrariamente ai nordici, che preferiscono messaggi brevi e privi di riferimenti personali, in Italia e nei paesi mediterranei le email sono più articolate e si usano spesso pronomi personali e aggettivi possessivi che danno un’indicazione più soggettiva dei contenuti espressi.
Se l’e-mail è molto formale, gli italiani scelgono spesso di utilizzare la maiuscola di cortesia, quando ci si rivolge al destinatario: LeiSuoVostra etc…
La maiuscola di cortesia piace molto anche ai russi che tendono a distinguere il “lei” che si rivolge ad un destinatario generico dal “Lei” che è invece indirizzato ad una persona specifica. Una forma considerata dalla nuova generazione di russi un po’ pomposa e da parrucconi.
Dovete inviare un’email in Francia?
Meglio utilizzare il francese, merci!
Asia In Cina è importantissimo conoscere il nome e il cognome del destinatario, quest’ultimo inoltre va messo sempre prima del nome. Tuttavia, alcuni cinesi, quando si rivolgono ad un interlocutore straniero, decidono spesso di postporre il cognome o di attribuirsi un nome occidentale facilitando l’individuazione del cognome cinese. Nel dubbio, chiedete!
Andiamo ora nel paese del Sol Levante, il paradiso dell’etichetta. I giapponesi infatti fanno uso di espressioni molto formali anche nelle email. Quando non sappiamo se il nostro destinatario nipponico è un uomo o una donna, si consiglia di utilizzare il suo cognome più l’appellativo finale unisex – san. In contesti formali, evitate di rivolgervi a loro solo per nome, può essere reputato eccessivamente informale e crea imbarazzo.
Ricordatevi comunque che in tutta l’Asia, dal Vicino all’Estremo Oriente, il rifiuto netto viene sempre evitato.
Mentre per gli occidentali l’essere chiari e diretti è sintomo di un approccio business-oriented efficace e trasparente, per gli orientali il “no” diretto è un segnale di aggressività comunicativa. Preferiscono fare un’affermazione con riserva, adducendo motivazioni che in realtà vanno verso una negazione, velata.
Così è se vi piace.
Africa Nel continente africano generalmente le persone leggono le email al cellulare, i computer non sono molto diffusi. Optate dunque per messaggi sintetici e diretti al punto. Inoltre, come per i popoli dell’America Latina, anche gli africani amano aggiungere riferimenti diretti alla propria vita personale. Per esempio, hanno appena conosciuto un businessman australiano ad una fiera a Nairobi?
Scriveranno un’email professionale all’imprenditore ricordandogli come si sono conosciuti e chiedendogli come sta, se il viaggio di rientro nel suo paese è andato bene, etc…
Insomma, nel loro approccio al business, friendly e professional sembrano andare a braccetto.
America Con i nord americani potete tirare un sospiro di sollievo: non hanno regole precise per quanto riguarda le email. Comunicare si, ma quello che conta è farlo velocemente. Sono loro gli inventori del detto “il tempo è denaro”, no?
Ovviamente utilizzate un inglese standard e scrivete in maniera concisa, evitate slang, espressioni poco chiare e periodi lunghi alla Marcel Proust.
Non dimenticate infine il formato anglosassone delle date e dell’orario: negli Stati Uniti e in Canada le ore vanno indicate nell’ordine mese/giorno/anno, l’ora viene scritta utilizzando il formato ora/minuti più AM (ante meridiem) e PM (post meridiem). Per cui le 4:30 AM sono le 4:30 del mattino mentre le 4:30 PM sono le 16:30 del pomerggio.
Oceania Oltre alle accortezze che si devono avere nei riguardi dei paesi anglofoni, con gli Australiani e i Neozelandesi vanno seguite le regole standard da rispettare un po’ ovunque se non vogliamo sbagliare: inserire sempre un oggetto che dovrà essere la sintesi di tutta l’email, usare un linguaggio chiaro e conciso, scegliere formule di apertura e chiusura appropriate a seconda del contesto, controllare la punteggiatura e inviare allegati di piccole dimensioni.
Ah evitate lo stampatello, DA L’IMPRESSIONE CHE VOI STIATE URLANDO E NON È PROPRIO UN BEL APPROCCIO!

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