di Eclipse.154


Il telegiornale racconta la guerra in Somalia, in Serbia; ci mostra immagini di attentati curdi; ci parla di Michael Jackson e delle accuse di pedofilia a suo carico. In mezzo, la vicenda di un ragazzo che, senza un apparente motivo, fa irruzione in una banca e spara alla cieca sui clienti. In 71 frammenti di una cronologia del caso Michael Haneke ripercorre le vite delle vittime e le vicende che hanno portato il ragazzo, un giovane studente di informatica molto dotato, a compiere il folle gesto. Un bambino rumeno che entra illegalmente in Austria e dopo aver vagabondato e taccheggiato qua e là viene adottato da una coppia di coniugi che avevano fallito una precedente adozione. Un anziano e burbero signore che soffre la solitudine e tenta un difficile rapporto con sua figlia, direttrice della banca dove avverrà la sparatoria. Una guardia giurata con seri problemi coniugali e un militare che ruba e traffica armi. Ma la vera protagonista è lei, la televisione. Mediante la sua presenza ossessiva Haneke ci mostra gli orrori che ogni giorno attanagliano il mondo e ci mostra come i suoi 71 frammenti altro non sono che un micro mondo, una minuscola cellula appartenente ad un organismo pervaso dall’orrore e dalla violenza. Haneke si serve di lunghi piani sequenza, mediante i quali entra prepotentemente nelle vite dei personaggi, marcandone impietosamente difetti, empietà e condizioni disagiate. Egli usa la cinepresa come uno scalpello, riuscendo a fare un ritratto vivido di una società malata ed alienante. Per il pessimista e misantropo Haneke anche un normalissimo studente può venire inquinato dal marciume inguaribile del mondo in cui tutti noi viviamo.